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31/03/2021

«Col virus abbiamo perso meno del 30%» Così i negozianti non chiedono i ristori

Il Tirreno - Anna Cecchini

I titolari di bar e ristoranti sul bando del Comune per gli aiuti: «Inoltre le nostre attività fatturano più di 100mila euro» commercio
ROSIGNANO. «Io non ho potuto fare richiesta dei contributi del Comune - sottolinea Giacomo Buono, titolare del bar Giacomo sull'Aurelia a Rosignano - per pochi centesimi. Fatto sta che non ho potuto neanche presentare la domanda perché ho un calo del fatturato appena inferiore al 30%. Dovevano inserire requisiti diversi, prevedendo un tetto minimo di perdita economica minore». Il titolare del bar analizza il fatto che poche sono state le richieste per accedere al bando dell'amministrazione che ha stanziato 304mila euro per dare contributi a fondo perduto a attività produttive e liberi professionisti. Soltanto sessanta le domande arrivate agli uffici comunali, quando negozi, ristoranti e bar sottolineano da un anno come le chiusure e le restrizioni legate alle regole anti Covid stiano mettendo in ginocchio il commercio. Conferma come il combinato disposto di requisiti inseriti nel bando, vale a dire fatturato sotto i 100mila euro annui e calo del 30% per il 2020, sia poco aderente alla realtà anche Stefano Valori, del Bar La Piazzetta a Castiglioncello. «Io non ho neanche provato a fare richiesta - spiega - dopo che il commercialista mi ha detto che non rientravo neppure nel bando della Regione, che prevedeva un calo del fatturato del 30% fra il 2019 e il 2020. Per fortuna durante l'estate scorsa abbiamo lavorato abbastanza, quindi la diminuzione di fatturato è un po' inferiore al 30%». Anche Beatrice Falai, titolare del negozio di fiori La Boutique Il Fiore, spiega che «con il requisito del calo del 30% del fatturato non ho potuto fare richiesta. Sulla costa l'estate non è andata male, andava previsto un calo percentuale minore».Dello stesso parere Cecilia Benedetti, della pasticceria Millevoglie. «Non ho fatto richiesta - dice - dato che non rientravo in nessuno dei parametri essenziali previsti dal bando. Ho un fatturato oltre i 100mila euro annui e una perdita che ho calcolato esattamente al 28,7%. Fatto sta che non sono rientrata nel bando, come del resto neppure in quello dei ristori nazionali, tarato anche quello sul 30% di perdite. È giusto che i requisiti per fare domanda siano rivisti, in modo da venire incontro alle necessità effettive di chi ha una attività».Infine c'è chi non ha provato neanche a chiedere i contributi comunali perché, indipendentemente dalla percentuale di calo del fatturato, ha un giro di affari medio più elevato di 100mila euro annui, soglia massima inserita nel bando.Gianluca Bellini, uno dei soci del bar Portovecchio a Castiglioncello spiega che «con due soci titolari e una dipendente fissa, oltre a vari stagionali, è evidente che abbiamo un fatturato oltre i 100mila euro, altrimenti non sopravviveremmo. Questo ha impedito di poter fare richiesta del contributo. Tra l'altro i bar del target nostro più o meno hanno gli stessi numeri».Stesso discorso per Daniela Gamberucci, titolare del ristorante Land'ho al porto turisitico. «Io ho un fatturato medio - dice - molto più alto di centomila euro all'anno. Ecco che non avevo i parametri per chiedere l'aiuto economico a fondo perduto al Comune. Il problema sta nell'avere unito i due parametri: fatturato inferiore a centomila euro calcolato sulla media degli ultimi tre anni e calo del 30% rispetto a questa media. È chiaro che un ristorante come il mio ha fatturati ben più alti di centomila euro all'anno e quindi già per questo vengo esclusa dalla richiesta di contributi, nonostante il calo, nel mio caso, sia stato maggiore del 30%». --Anna Cecchini© RIPRODUZIONE RISERVATA