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24/11/2020

«Col frazionamento del servizio il costo rischia di aumentare»

QN - La Nazione

La polemica sulle mense scolastiche
MASSAROSA «Sulla questione delle mense scolastiche, il sindaco vende il fumo al posto dell'arrosto e pretende di farlo pagare il doppio». I consiglieri comunali Silvano Simonetti (Massarosa Domani) e Stefano Natali (Sinistra Comune) vogliono vederci chiaro sulla gestione del comparto scuola da parte dell'amministrazione: da un esame delle carte, temono che il Comune andrà a pagare di più per avere un servizio di minor qualità. «Una volta terminata la sospensione post-Covìd - spiegano - era prevista la riattivazione del servizio, e questo aveva comunicato l'amministrazione all'appaltatore del servizio mensa». Cosa che poi non si è verificata. E allora i gruppi consiliari della sinistra hanno predisposto una serie di domande per le quali sperano di ottenere risposta. «Perché il sindaco e la giunta non hanno disposto a settembre la ripresa dell'esecuzione del contratto del servizio comunale di ristorazione scolastica, come previsto dalla legge? Perché non hanno prorogato il servizio in modo da arrivare a dicembre coi servizi garantiti, avendo così tutto il tempo di poter predisporre un nuovo bando? Per quanto riguarda i nidi, perché la giunta ha ignorato la possibilità di rinnovare il contratto sospeso a marzo e ha deciso di affidare ben tre appalti diretti, tutti riconducibili a uno stesso appaltatore? Perché per la fornitura dei pasti dei nidi il sindaco ha deciso di frazionare il servizio interrompendolo a dicembre, al costo di 22mila euro, sapendo che dovrà rinnovarlo più volte? Perché il servizio di trasporto, invece, dura per tutto l'anno scolastico? Perché il sindaco ha affidato a parte e solo fino a dicembre il servizio di ausiliarato nei nidi, al costo di 34.650 euro più Iva (mentre prima era ricompreso nel più ampio appalto), frazionandolo? Perché i tre appalti diretti per la mensa dei nidi non hanno la stessa durata?». Per Natali e Simonetti, «il sindaco ha scelto una soluzione che vede letteralmente raddoppiare il costo del singolo pasto rispetto al passato, senza contare che il prezzo precedente comprendeva altri costi oltre a quelli delle derrate crude. Inoltre, prima si pagava 'a misura', e dunque solo per i pasti prodotti, mentre ora si paga 'a corpo', e dunque anche per chi sarà assente... e siamo in periodo di Covìd».