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23/03/2021

Coinvolta società pesarese

Corriere Adriatico

Appalti truccati nei trasporti sanitari i primi interrogatori degli arrestati
PESARO Si è svolto nella giornata di ieri l'interrogatorio di garanzia di Michele Brait, l'ex direttore generale di Asst Pavia agli arresti domiciliari da giovedì nella sua casa di San Donato Milanese (Milano) nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pavia sull'appalto assegnato alla società First Aid di Pesaro per i servizi di ambulanza negli ospedali della provincia di Pavia. Insieme a Brait (subito sospeso dal suo incarico da Regione Lombardia) sono finiti ai domiciliari anche Davide Rigozzi, responsabile del procedimento di assegnazione dell'appalto per Asst Pavia, e i fratelli Antonio e Francesco Calderone, amministratori di fatto della First Aid che ha sede legale a Pesaro in via Degli Abeti nella zona della Torraccia: le ipotesi di reato sono turbativa d'asta e frode nelle pubbliche forniture. Brait si è difeso dalle accuse rivoltegli, ribadendo di aver sempre agito nell'interesse dell'Asst garantendo un servizio e facendo risparmiare soldi pubblici. Nelle dichiarazioni rese al magistrato il manager ha anche lasciato intendere che con la sua decisione di assegnare l'incarico ad una società fuori dal territorio pavese (la base d'asta era stata ribassata del 25%, con appalto da 2,3 milioni, e la partecipazione era diventata antieconomica per diverse associazioni che svolgono i servizi di trasporto dei malati), avrebbe creato malcontento anche in alcuni esponenti politici legati alle Croci locali. Tramite i suoi legali, Brait ha definito il suo arresto «un atto di violenza giudiziaria, infondato e irragionevole», che «infanga la mia reputazione come uomo e come manager». Ma la Procura di Pavia gli contesta anche 46 violazioni commesse nel servizio dalla First Aid di cui l'Asst non avrebbe tenuto conto.
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