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01/05/2021

Coia: faremo i bandi per gli ambulanti

Corriere della Sera - Managò

L'intervista In attesa delle decisioni del governo
L'assessore allo Sviluppo economico, Andrea Coia, dopo le proteste in strada degli ambulanti che mercoledì hanno bloccato la città, rilancia la linea del Comune: mettere a bando le licenze per il commercio ambulante, in applicazione della direttiva Ue Bolkestein. «Non sappiamo cosa sta cercando di mettere in campo il governo. Ci auguriamo voglia fare un testo che riconosca i principi europei che aprono alla concorrenza. Speriamo non sia in vista una proroga dello status attuale che possa inficiare l'azione del Campidoglio. Noi andiamo avanti per la nostra strada». E prima di aprire alla concorrenza «siamo intervenuti per riportare legalità».

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«Non sappiamo cosa sta cercando di mettere in campo il governo. Ci auguriamo voglia fare un testo che riconosca i principi europei che aprono alla concorrenza. Speriamo non sia in vista una proroga dello status attuale che possa inficiare l'azione del Campidoglio. Noi andiamo avanti per la nostra strada». L'assessore allo Sviluppo economico, Andrea Coia, dopo le proteste in strada degli ambulanti che mercoledì hanno bloccato la città, rilancia la linea del Comune: mettere a bando le licenze per il commercio ambulante, in applicazione della direttiva Ue Bolkestein.


Dopo le proteste il governo ha ipotizzato un provvedimento per congelare la situazione almeno per la durata della pandemia. La giunta Raggi come si comporterà?


«Se è vero che il governo formulerà una proposta che prevede una proroga, dobbiamo prima capire se inficia il buon lavoro che stiamo portando avanti. Vanno assolutamente introdotte, da subito, delle limitazioni per quelle bancarelle posizionate in luoghi non idonei, sul ciglio della strada. I problemi sul rispetto dei posteggi sono evidenti da anni. Sarebbe assurdo se l'esecutivo volesse rinnovare dei posteggi come ad esempio quelli di via Cola di Rienzo, che causano pericolo per operatori e clienti. Ce ne sono decine sparsi in città».


Prima di aprire alla concorrenza, in questi anni cosa avete fatto?


«Siamo intervenuti per riportare legalità, penso a via Tuscolana, via Ugo Ojetti, via Tiburtina, a piazza Vittorio, vicino al Policlinico Umberto I. Abbiamo fatto un lavoro certosino su almeno 200 postazioni, riassegnando le postazioni in luoghi a norma».


Gli ambulanti dicono che, dopo la crisi per la pandemia, l'assegnazione tramite bandi previsti dalla giunta toglierebbe altri posti di lavoro.


«Lo dicono da 5 anni, ben prima della pandemia. Distinguiamo tra gli operatori nei mercati rionali, per i quali sono previste delle premialità legate anche all'anzianità dell'attività, e quelli che sono su area pubblica, dove ci sono tante bancarelle in contrasto con la normativa. Gli operatori possono solo guadagnare dai bandi. Perché se oggi un singolo vuole rilevare una postazione la deve comprare al prezzo di mercato che fanno i privati. Con i bandi si apre alla concorrenza».


Si riferisce alla concentrazione di licenze nelle mani di pochi operatori?


«Sui giornali ricorre sempre il nome di una famiglia, ma sono diverse. Penso alle rotazioni: se andassimo ad applicare i limiti - massimo 10 posteggi ciascuno - dalle 1.300 licenze attuali, scenderemmo di diverse centinaia, diciamo sotto le mille».


Lo scontro con i titolari delle bancarelle è diventato aspro, il canale di dialogo con il Campidoglio resta aperto?


«Riesco a distinguere tra i singoli, i bravi operatori ci sono. Negli anni scorsi ho preso anche una testata in piazza del Campidoglio. Da anni ricevo minacce e intimidazioni sotto ai miei post social tipo: "ti voglio baciare freddo", oppure "speriamo che muori". Ma le classifico come opera di una minoranza ignorante, da denunciare: non rinuncio a dialogare con i singoli operatori che hanno ciascuno una propria storia».


Le opposizioni hanno cavalcato la protesta?


Alcune forze politiche, penso alla Lega, guardano solo agli interessi degli operatori. Ci attaccano in maniera non corretta».


Andrea Managò

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto:

L'assessore
capitolino allo Sviluppo economico Andrea Coia

Nelle foto due momenti della manifestazione degli ambulanti di mercoledì contro l'applicazione della direttiva Bolkestein.
A sinistra, il blocco del Raccordo anulare,
con migliaia di automobilisti rimasti intrappolati. A destra la protesta pomeridiana
in piazza
della Repubblica