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04/06/2019

Codice toscano appalti «Ci sono più garanzie per le piccole imprese»

Il Tirreno

cna
grosseto. Nella sede di Cna si è svolto un confronto su infrastrutture, appalti e credito con gli assessori regionali Vincenzo Ceccarelli e Vittorio Bugli e i consiglieri toscani Leonardo Marras e Stefano Scaramelli. Infrastrutture, credito alle imprese e codice degli appalti: sono questi i temi per le politiche di sviluppo su cui Cna Toscana sud (associazioni di Grosseto, Arezzo e Siena) si è confrontata con i rappresentanti della Regione Toscana. Oltre alla E 45 un tema cruciale che è stato affrontato è quello degli appalti pubblici. «Siamo molto soddisfatti della legge regionale 18 del 16 aprile, il nuovo codice regionale sugli appalti - dice Franca Binazzi, portavoce di Cna Toscana sud - perché è una norma scaturita da una serie di confronti tra la Regione e le associazioni di categoria, Cna Toscana in testa. È una legge che tutela le piccole e micro imprese, perché prevede che almeno il 50% dei bandi siano rivolti alle aziende del territorio e perché molte delle gare più impegnative saranno divise in piccoli lotti in modo da consentire la partecipazione alle imprese locali. Questa rappresenta una garanzia importante in termini di sicurezza e di corretto svolgimento dei lavori per gli enti e per i cittadini. Consente la ricaduta sul territorio dei fondi, evita il subappalto ed è una garanzia di legalità. Adesso - conclude Binazzi - confidiamo che vengano apportati correttivi al decreto legge "Sblocca Cantieri" in linea con quanto fatto dalla Regione Toscana, perché solo in questo modo si possono tutelare le migliaia di medie, piccole e micro imprese del paese». Altro tema importantissimo per le imprese artigiane è quello del credito. «Accedere al credito per le piccole e piccolissime imprese è sempre più difficile - dice Fabio Petri, presidente di Cna Siena - Dobbiamo lavorare per trovare nuove forme di finanziamento e sostegno alle nostre imprese, supportando il ruolo dei Confidi come hanno fatto altre regioni, sulla scorta dell'esperienza positiva della Regione Toscana. Ci preoccupano le notizie sul Decreto crescita, che prevede l'abolizione della cosiddetta "lettera R". Si rischia di vanificare lo sforzo messo in campo dalle associazioni, finendo per privilegiare le imprese più strutturate o le banche, a danno delle Pmi che, in questi anni hanno subito una contrazione degli affidamenti». -