scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
27/05/2021

Codice appalti, Nardella sfida i sindacati

QN - La Nazione

di Paola Fichera FIRENZE Il tema della riforma del codice degli appalti insiste ormai da giorni sull'agenda politica nazionale, ma tocca e toccherà da vicino tutti i sindaci italiani impegnati a utilizzare al meglio le risorse del Recovery plan che consentiranno la ripartenza delle città e del Paese. Così il sindaco Dario Nardella è sceso in campo con due richieste al governo: semplificare e controllare. «Tutti siamo preoccupati di mantenere i livelli di legalità e di contrasto alla corruzione nel settore della pubblica amministrazione degli appalti e siamo tutti preoccupati di non ridurre le garanzie per i lavoratori - ha spiegato ieri davanti alle telecamere di La7 - l'equivoco di fondo è che si pensa che si possa garantire la legalità e la lotta alla corruzione aumentando le regole. I fatti dicono il contrario». E sul punto dolente del massimo ribasso ha aggiunto: «Se noi pensiamo che sia un problema grosso, allora creiamo il rischio di appesantire la burocrazia, allungare i tempi e finiamo per non realizzare le opere pubbliche. In quel caso i lavoratori vengono licenziati. Non dico di essere favorevole al massimo ribasso: se però facciamo bene i controlli allora possiamo anche gestire uno strumento delicato come questo». Un teorema però che la Cgil respinge con forza, elencando tutti i rischi connessi. Nardella replica a stretto giro. «Le preoccupazioni della Cgil sono anche le mie. Il nostro obiettivo comune deve essere quello di garantire livelli di occupazione e di qualità del lavoro e insieme rafforzare il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle opere pubbliche». Ma - è la sottolineatura sulla quale insiste - «se non semplifichiamo e non velocizziamo le procedure non realizzeremo le opere del Recovery fund e perderemo l'opportunità di creare un milione di posti di lavoro nei prossimi due anni. Non credo sia questo l'obiettivo della Cgil». Parole nette anche sui subappalti che il sindacato contesta. «L'Italia è sotto procedura di infrazione e non è certo la riduzione del 10 o 20% del ricorso ai subappalti che ci farà sconfiggere la mafia o risolvere il problema della disoccupazione». Poi il tentativo di mediazione: «possiamo trovare un punto di accordo sul rafforzamento delle tutele dei lavoratori come condizione obbligatoria in tutti i cantieri per le opere pubbliche, qualunque sia la procedura di affidamento dei lavori». Ma il dato di fatto - insiste Nardella - è che «corruzione, malaffare e incidenti sui luoghi di lavoro si sono verificati sui cantieri in qualsiasi tipo di appalto». Nella polemica si inserisce anche la Cisl: «Quello che ha detto il sindaco è in contraddizione con il protocollo che ha sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil e sarebbe grave se, forse per smania di stare nel dibattito politico nazionale e di differenziarsi nel dibattito partitico, si rischiasse di vanificare il percorso di concertazione e condivisione che si sta affrontando sul territorio anche in vista del Pnrr». Dopo le scintille di ieri oggi i sidacati e il sindaco Nardella, si ritroveranno in piazza della Signoria. Cgil, Cisl e Uil daranno vita a un flash-mob sulla sicurezza nei posti di lavoro proprio per chiedere «più controlli e investimenti». © RIPRODUZIONE RISERVATA