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01/05/2021

Codice appalti, cura dimagrante

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Road map del governo sulle semplifi cazioni per velocizzare le opere comprese nel Piano Pnrr
Resta valido il vecchio regolamento con le linee guida Anac
Prima, a maggio, un decreto-legge di nuove semplificazioni del codice dei contratti e poi, a dicembre, una nuova delega (e poi un decreto delegato) per recepire di nuovo le direttive europee del 2014 e snellire profondamente il codice appalti. Sarà questa la road map del governo per l'intervento di semplificazione, annunciata dal presidente del consiglio, Mario Draghi, per velocizzare l'iter di realizzazione delle opere comprese nel Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, che è il programma di investimenti che l'Italia deve presentare a Bruxelles nell'ambito del Next Generation Ue. Nel Piano che sarà inviato oggi alla Commissione europea si parla espressamente di «semplifi cazione in materia di contratti pubblici», un obiettivo definito essenziale per l'effi ciente realizzazione delle infrastrutture e per il rilancio dell'attività edilizia. Il governo, e il premier Draghi lo ha ribadito in parlamento, è ben consapevole che i tempi normali in cui si portano a termine i lavori non sono compatibili con la fi ne del 2026, soprattutto per infrastrutture di una certa importanza. Ecco quindi la necessità di semplificare, ma non nel senso auspicato dall'Antitrust (sospensione del codice e utilizzo delle sole direttive europee), poi rimasta isolata. La scelta, frutto anche del lavoro di una commissione interministeriale, è quella di intervenire in due tappe: un decreto-legge di semplifi cazioni per tutte le procedure che insistono sul Piano e poi una delega ad hoc per riformare a regime (di nuovo) il codice dei contratti pubblici. Addio quindi Regolamento del codice, almeno per altri due anni, e ancora avanti con il vecchio regolamento e con le linee guida Anac, laddove e se saranno ancora compatibili con un quadro derogatorio ancora più spinto. Al decreto-legge da approvare entro maggio, sarà affi dato il compito di defi nire una normativa speciale che spinga ancora oltre le semplifi cazioni già varate con il decreto-legge n. 76/2020 e ne proroghi l'efficacia fi no a tutto il 2023. Si parla, ad esempio, di una soglia per affi damenti diretti nuovamente innalzata e di un possibile ritorno all'appalto integrato affidato sulla base del progetto di fattibilità. Altri interventi sono annunciati sulle verifi che antimafia e sui protocolli di legalità; si parla di una «conferenza di Servizi veloce», forse sul modello del decreto stadi, così come dell'individuazione di un termine massimo per l'aggiudicazione dei contratti, con riduzione dei tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione. Tutti temi sui quali nell'estate scorsa si confrontò il governo Conte e che si ripresenteranno di nuovo: dalla limitazione della responsabilità per danno erariale, al collegio consultivo tecnico e sul contenimento dei tempi di esecuzione del contratto. Non solo: occorrerà riattivare la cabina di regia per il coordinamento della contrattualistica pubblica già istituita nel 2016 presso la presidenza del consiglio e rimettere mano alla riduzione del numero e qualificazione delle stazioni appaltanti, oltre al potenziamento del database di tutti i contratti tenuto dall'Autorità nazionale anticorruzione (atti organizzativi dell'Anac). Poi, a dicembre, arriverà la delega per riformare di nuovo il codice dei contratti pubblici (operazione tentata anche dal governo Conte 1 con la consultazione pubblica di tre estati fa): disegno di legge delega e decreto delegato (nel 2015/2016 ci volle un anno e più), per «recepire le norme delle tre direttive Ue (2014/23, 24 e 25), integrandole esclusivamente nelle parti che non siano self executing e ordinandole in una nuova disciplina più snella rispetto a quella vigente, che riduca al massimo le regole che vanno oltre quelle richieste dalla normativa europea, anche sulla base di una comparazione con la normativa adottata in altri Stati membri della Ue». Un cantiere normativo perpetuo. © Riproduzione riservata