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26/08/2018

Cna: «Riforma del codice appalti: Pmi escluse»

Corriere del Trentino

Artigiani
Fino al 10 settembre le proposte del ministro in consultazione. «Si intervenga con rapidità»
La riforma del codice degli appalti, a cui sta lavorando il ministro Danilo Toninelli, sta prendendo forma. Ma gli artigiani della Cna avvertono: Pmi danneggiate. Fino al prossimo 10 settembre 2018, sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è disponibile la consultazione pubblica sul Codice degli appalti propedeutica a una proposta di riforma che il Governo intende p r e s e n t a r e i n a u t u n n o . «L'obiettivo dell'intervento di riforma è quello di garantire l'efficienza del sistema dei contratti pubblici, di procedere alla semplificazione del quadro normativo, assicurandone la chiarezza, di eliminare le criticità sul piano normativo e, conseguentemente, sul piano applicativo». Ma la Cna reagisce duramente: «La riforma degli appalti non ha aperto il mercato pubblico alle piccole imprese, anzi lo ha ulteriormente ristretto, in contrasto con le richieste arrivate anche dall'Unione europea», afferma il presidente regionale Claudio Corrarati. «È inutile ricorrere a giri di parole: le piccole imprese - prosegue - rimangono regolarmente a bocca asciutta perché i lotti messi a gara sono quasi sempre fuori dalla loro portata, di taglia troppo grossa per le loro possibilità. E se il numero di stazioni appaltanti va ridotto, questa misura dev'essere integrata con strumenti che permettano alle piccole imprese di un territorio di partecipare alle gare indette nella loro area. Chiediamo al Governo e al Parlamento, quindi, di intervenire con rapidità per porre rimedio a una situazione che sta mettendo fuori mercato le piccole imprese». «Non è diversa la situazione nella provincia di Bolzano - sottolinea la Cna regionale - dove le gare aperte, pubblicate dal Sistema Informativo dei Contratti Pubblici, sono quasi sempre di grandi dimensioni e rarissimamente suddivise in lotti funzionali, anche dove questa suddivisione avrebbe una stringente logica organizzativa ed anche se il nuovo Codice incoraggia le stazioni appaltanti a suddividere in lotti i grandi appalti, in modo da essere più a misura di Pmi. Analoga situazione si vive in provincia di Trento. Ecco perché chiediamo alle Province autonome di sfruttare fino in fondo le prerogative dell'Autonomia, favorendo gli appalti a misura di piccola e micro impresa».

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