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03/11/2020

Cna e Confartigianato: «Covid-crisi e Pmi, a rischio migliaia di posti di lavoro»

Il Messaggero

SUBITO UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE PER DECIDERE LE MISURE ANTI-EMERGENZA
L'INTERVENTO
PERUGIA Subito un tavolo di concertazione per affrontare l'emergenza ed evitare un secondo lockdown. Più che un auspicio, quello di commercianti e artigiani è un appello, veicolato da Renato Cesca, Mauro Franceschini e Giorgio Mencaroni, presidenti regionali Cna, Confartigianato e Confcommercio. «Bisogna fare l'impossibile per trovare una strategia di convivenza col Covid senza cancellare, in un solo colpo, migliaia di imprese e posti di lavoro». Dai piccoli imprenditori, un richiamo alla Regione ad assumere personale sanitario, mettendo in sicurezza il sistema, a rivedere la destinazione delle risorse a sostegno dell'economia, agevolando la digitalizzazione.
Non bastano i ristori a tenere in piedi le imprese e a tutelare i posti di lavoro. «Questo, nonostante lo strumento della cassa integrazione speciale, il cui meccanismo di erogazione rivelando enormi lacune», afferma Mencaroni. «Il mini lockdown introdotto con l'ultimo Dpcm sta producendo effetti anche sulle attività interconnesse, come agroalimentare, trasporti, cartografia, organizzatori di eventi, lavanderie». Preoccupa il clima di incertezza che è tornato a diffondersi. «Sta generando uno stallo anche in quei settori che negli ultimi mesi avevano avuto una buona ripresa, come le costruzioni grazie all'effetto superbonus», aggiunge Franceschini per il quale è necessario far collimare l'interesse generale della tutela della salute con la sopravvivenza del sistema economico. «È l'unica possibilità per salvarci e come associazioni di rappresentanza delle imprese abbiamo il diritto e il dovere di tutelarle dal default e di evitare la cancellazione di migliaia di posti di lavoro». Quanto alle strategie sanitarie, per Confartigianato sarà necessario investire anche sulle risorse umane. «Bene approntare i posti di intensiva concordati col governo, ma ne serviranno almeno 180-200 per garantire assistenza non solo ai malati Covid. Vanno quindi messe in cantiere anche le assunzioni di personale necessario al funzionamento di questi reparti, intensificati i controlli sul rispetto delle misure di sicurezza e riorganizzato il trasporto pubblico locale, riducendo la portata dei bus con più mezzi disponibili».
L'andamento della curva epidemica impone un ripensamento anche nella gestione delle risorse da destinare al sistema economico. «Crediamo vada rivista la destinazione delle risorse economiche adottate a sostegno dell'economia aggiunge Mencaroni - riservando una parte dei 37 milioni, per il ristoro delle imprese costrette alla chiusura le misure di sicurezza concordate nei mesi scorsi tra Governo, Regioni e parti sociali. Da un primo esame del Decreto ristori, inoltre, sembrerebbero escluse varie attività. Ma un contributo dovrebbero darlo anche i Comuni, finanziati abbondantemente dai decreti emanati durante l'emergenza ma che finora hanno fatto poco per imprese e lavoratori».
Non solo risorse, le Pmi chiedono una possibilità per farcela, anche attraverso la digitalizzazione. «Condividiamo la volontà della Regione di destinare risorse importanti all'aumento delle competenze digitali attraverso la formazione professionale, ma servono bandi specifici che, attraverso consulenze digitali, investimenti in software e l'avvio di processi di riorganizzazione permettano alle imprese di potersi riposizionare in un mercato in profonda trasformazione. Sarebbe quindi opportuno un nuovo bando sul digitale con intensità di aiuto maggiore rispetto a quelle previste dal Bridge to digital, la cui graduatoria andrebbe comunque rifinanziata fino ad esaurimento. Lo stesso andrebbe fatto con i bandi Progetti integrati aziendali se si vogliono far ripartire gli investimenti. Anche in questo caso, infatti, su 95 progetti presentati, ne sono stati finanziati 40. Sappiamo che per le imprese medio-grandi rivestono rilevanza ricerca e sviluppo, ma in questo momento è impensabile indirizzare risorse su questo tipo di misure. Va ricordato, inoltre, che ci sono già graduatorie di bandi per investimenti nelle aree terremotate non finanziati adeguatamente, che dovrebbero essere riconsiderate».
«Siamo arrivati a un punto in cui la collaborazione tra tutte le parti in causa», sottolineano Cesca, Franceschini e Mencaroni è l'unico modo per provare a uscire dignitosamente da questo periodo. Ecco perché riteniamo vada istituito subito un tavolo di concertazione per decidere sulle misure da adottare per fronteggiare l'emergenza».
Fa. Nu.