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04/12/2018

«Cmc» di Ravenna chiede il concordato Con Anas contenzioso da 800 milioni di euro

Corriere della Sera - Fabio Savelli

La crisi delle costruzioni
MILANO La cartina di tornasole della crisi che ha colpito Cmc, primo gruppo cooperativo del Paese nelle costruzioni, è l'affannosa ricerca di commesse all'estero. Una corsa per ridurre al minimo il rischio Italia in cui le grandi opere infrastrutturali sono ferme al palo, tra cui l'alta velocità ferroviaria Torino-Lione in cui Cmc è coinvolta per realizzare un tunnel, ed è appesa all'analisi costi-benefici voluta dal governo gialloverde. Leggendo tra le pieghe dell'ultima semestrale si nota che il portafoglio ordini di Cmc è cresciuto da 3,72 miliardi di euro di fine 2017 a 4,6 miliardi al 30 giugno scorso. Per il 73,5% è all'estero. Peccato che non sia servito per evitare ciò che il consiglio di amministrazione è stato costretto a fare domenica: chiedere al tribunale di Ravenna di accedere al concordato preventivo per tutelare l'integrità del patrimonio dalle richieste ingiuntive dei creditori. Cmc ha un passivo di oltre 2 miliardi (dato 2017), di cui 1,8 miliardi di esposizione nei confronti delle banche e dei fornitori in sub-appalto. Il gruppo cooperativo ha uno storico contenzioso con Anas per un valore di circa 800 milioni, dagli anni in cui era contraente generale di una serie di infrastrutture. Cmc ora ha in corso con Anas cinque grossi lavori per un valore di 1,6 miliardi. Si tratta di cantieri in fase di realizzazione, importanti per le cause sugli stati di avanzamento lavori (che non hanno rispettato il crono-programma dei bandi di gara) e sulle riserve per extra-costi (110 milioni di richieste di cui 50 saldati). Tra questi due contratti per la superstrada Agrigento-Caltanissetta: il lotto Empedocle 1 è quasi finito, al 99,9% di avanzamento, con valore contrattuale per Cmc di 354 milioni; il lotto Empedocle 2 è al 90% e vale 669 milioni per Cmc (66,2 milioni residui). Sempre in Sicilia la Palermo-Lercara Friddi, 231 milioni per la coop e avanzamento al 72%.

Diverse fonti sostengono che il nuovo codice degli appalti, con una normativa più rigida sulle autorizzazioni, abbia dilatato i tempi di pagamento delle stazioni pubbliche accentuando le difficoltà.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi è

Paolo Porcelli,
51 anni, nominato
di recente direttore generale
del gruppo cooperativo Cmc Ravenna

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