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28/10/2020

Claudio DonzellaÈ stato tracciato il piano operati…

Il Secolo XIX - Claudio Donzella

Claudio DonzellaÈ stato tracciato il piano operativo con le varie fasi di esecuzione dei lavori per il ripristino e il potenziamento dell'acquedotto provinciale, che si basa sull'asse del Roia 1 (da Ventimiglia ad Andora) e del Roia 2 (fino a Sanremo, dove confluisce nell'altra condotta, più vecchia), grazie al finanziamento di 29 milioni di euro in quattro anni - annunciato mercoledì scorso dal presidente della Regione Giovanni Toti - frutto in grande parte di fondi statali, obiettivo per cui si è prodigato il commissario all'Ato idrico del Ponente Gaia Checcucci, nominata nel 2019 proprio da Toti in sostituzione della Provincia. Con un obiettivo che i tecnici ritengono fattibile: arrivare già entro la prossima estate a risolvere l'emergenza idrica nel Golfo Dianese.Si punta infatti a far scattare i primi due lotti (degli otto totali) del maxi-intervento nei primi mesi del 2021, grazie anche a un Accordo di programma tra i Comuni del Dianese, Andora e la Regione, che anticiperebbero i soldi in attesa che arrivino i finanziamenti ministeriali. La prima e la seconda tranche, per un importo rispettivo di 1,8 e 5 milioni, prevedono di collocare nel sedime dell'ex ferrovia la nuova condotta del Roia 1 nel tratto tra Imperia e Cervo, collegandosi alla parte di tubazione che l'amministrazione guidata da Claudio Scajola sta già realizzando con i 2 milioni avuti dalla Regione. In questo modo verrebbero appunto finalmente risolti i gravi problemi che pesano da anni, in termini di disagi per cittadini e turisti (e quindi a danno anche dell'economia locale) sul Golfo Dianese, colpito soprattutto d'estate da blackout idrici, spesso provocati dalle rotture dell'ormai vetusto acquedotto Roia 1. Un terzo lotto contempla una spesa di 1,6 milioni ad Andora, che dovrà anche essere collegata tramite un collettore al depuratore di Imperia - cosa che permetterà di dismettere il problematico impianto di San Bartolomeo del Mare -, superando la procedura di infrazione europea per il mancato trattamento dei liquami.Sarà importante evitare che gare d'appalto e altri passaggi si infrangano contro un eccesso di burocrazia. Rivieracqua, la società pubblica nata per gestire l'intero comparto idrico e della depurazione in provincia e ora alle prese con una manovra di salvataggio tramite un concordato preventivo, auspica che le procedure possano essere semplificate e accelerate (il cosiddetto "modello Genova"), grazie anche alla legge speciale 14 del 2019 con cui la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza idrica. In questa fase tutta la materia è nelle mani del commissario Checcucci, mentre Rivieracqua ha fornito il supporto tecnico. Il presidente della società Gian Alberto Mangiante sottolinea che «il progetto finanziato dal Ministero è stato redatto dal nostro ingegnere Valerio Chiarelli, a dimostrazione che abbiamo professionalità importanti. Per quanto riguarda la la gestione del piano e quindi delle gare d'appalto, io mi auguro che Rivieracqua al momento opportuno sia forte, pronta e operativa». Tutto dipenderà dall'esito del concordato: il tribunale di Imperia deve ancora pronunciarsi sulla sua ammissibilità, poi fissare l'adunanza dei creditori che deve dare il benestare e quindi l'udienza di merito, si spera agli inizi del 2021. --© RIPRODUZIONE RISERVATA