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08/09/2020

Class action degli esclusi dal concorso per dirigenti

La Repubblica - Ottavia Giustetti

A Palazzo Civico
Alla preselezione 15 domande su 360 contenevano errori E i candidati da 500 sono scesi a 47 La richiesta: ripartire da zero
Una class action per tentare di rientrare in gioco nel concorso che sceglierà i nuovi dirigenti amministrativi della Città di Torino si è costituita per volontà di una trentina di candidati esclusi che hanno depositato venerdì a Palazzo Civico la richiesta di accesso agli atti che attestano lo svolgimento della preselezione. E sembrano fare proprio sul serio visto che hanno affidato il ricorso al professor Vittorio Barosio, avvocato amministrativista fidatissimo dell'ex governatore Sergio Chiamparino, il legale che prima ancora aveva seguito Mercedes Bresso, nei ricorsi elettorali dell'era della giunta di Roberto Cota e che, un anno fa, ha affiancato la difesa della sindaca Chiara Appendino, studiando gli aspetti amministrativi del processo per le vittime e i feriti di piazza San Carlo in cui lei è imputata. Saranno necessari quaranta giorni per ottenere il lungo elenco di documenti, giorni preziosi per il corso di questa vicenda che ha come prossima scadenza quella del 15 settembre. «Abbiamo controllato con attenzione i test somministrati ai candidati - spiega il segretario generale del Comune, Mario Spoto - e stiamo valutando come procedere, nei primi giorni della settimana comunicheremo ufficialmente se la commissione avrà deciso di annullare la preselezione a causa di quegli errori che sono stati trovati nei quesiti, oppure se procederà ricalcolando i punteggi e riammettendo chi, sulla base dei conti corretti, rientra di diritto nella graduatoria».
Il pasticcio degli errori nelle prove di preselezione non è responsabilità diretta della commissione che sovrintende al concorso, ma di una società esterna cui il Comune ha affidato questa prima parte del concorso. «Abbiamo accertato che, alla fine, 15 domande su 360 contenevano degli errori», dice Spoto. Il Comune potrà rivalersi sui consulenti che hanno formulato i test.
Dodici posti per più di 500 candidati che dopo il primo compito sono diventati appena 47, e potrebbero crescere ancora, ma solo di qualche unità, dopo il definitivo ricalcolo al netto delle domande errate. I dubbi degli esclusi che vogliono ricorrere al Tar sono numerosi. Il primo è che il bando non avrebbe esplicitato le materie sulle quali gli aspiranti dirigenti dovevano prepararsi. Sessanta minuti per 60 domande, ma alcuni dei quesiti erano così complessi da richiedere singolarmente troppo tempo per poi averne a sufficienza per completare la prova. Anche il fatto che sia cambiata, senza motivazioni esplicite, la composizione della commissione, solleva il dubbio che sia stato tutto regolare. Alla fine, alla luce degli errori e di questi elementi dubbi, gli esclusi vorrebbero che il Comune ripartisse da zero, annullando in autotutela la selezione.
Ma la commissione sembra determinata ad andare avanti, facendo soltanto slittare di qualche giorno la data del primo compito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: jPrima tranche La preselezione contestata che si è svolta al Lingotto