scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
25/09/2021

Città della salute, da Roma fumata bianca

La Stampa - BARBARA COTTAVOZ

IL NUOVO OSPEDALE
Prorogata la scadenza del finanziamento: la gara di appalto con i costi aggiornati potrà ripartire fra 4 mesi
NOVARA La scadenza del finanziamento sarà prorogata, entro 30 giorni l'azienda ospedaliera porterà a termine il riconteggio dei costi e lo invierà sul tavolo del ministro Roberto Speranza che nei successivi tre mesi lo approverà e quindi la gara d'appalto potrà ripartire. È quanto è emerso ieri pomeriggio dall'incontro sulla Città della salute di Novara che si è tenuto a Roma al dicastero della Salute con il direttore generale Andrea Urbani, l'assessore regionale Luigi Icardi e, collegati da remoto, il presidente Alberto Cirio e l'ex manager del Maggiore ora a capo di Sanità e Welfare piemontese, Mario Minola. Servono altri 30 milioni Dopo il flop della gara andata deserta lunedì scorso, servivano certezze sul finanziamento che scade l'11 novembre e sui soldi già stanziati, visto che ormai è assodato che i 95 milioni di euro garantiti dallo Stato e i 5 aggiunti dalla Regione non bastano più. Adesso la stazione appaltante, cioè l'ospedale Maggiore, ha un mese da oggi per rivedere il quadro economico e gli atti preliminari per un nuovo accordo di programma tra la Regione e il ministero. I fondi aggiuntivi, una cifra ancora indefinita anche se si parla di una trentina di milioni di euro, saranno prelevati dalle risorse ex articolo 20 che lo Stato destina a ogni Regione, un «conto corrente» che per il Piemonte è ampiamente coperto. «Il finanziamento già erogato è confermato perché la scadenza di novembre verrà prorogata e i soldi che mancano ci sono già, essendo garantiti dalle risorse per l'edilizia sanitaria che spettano alla nostra Regione - assicura l'assessore Icardi -. Sarà l'azienda sanitaria a definire i fondi mancanti nella revisione che sarà fatta nel prossimo mese». Il progetto non cambia I tempi, appunto. L'altro nodo cruciale, oltre ai soldi, visto che tutto l'iter era già stato allungato dalle proroghe concesse in queste prime fasi della gara su richiesta delle imprese (senza contare i decenni precedenti, ovviamente). Anche su questo la Regione si dice molto soddisfatta. «In base a quanto concordato l'azienda ospedaliera ha un mese per adeguare il conto economico - sottolinea Icardi -. Basterà: ogni giorno ha 24 ore. Il progetto invece non cambia, è confermato quello attuale e anche questo è positivo. Poi, una volta ricevuta la richiesta di ampliamento delle risorse, il ministero validerà l'accordo nei successivi tre mesi e quindi, per dicembre o gennaio, potrà ripartire la gara d'appalto che sicuramente avrà un esito positivo dopo l'adeguamento dei prezzi». I motivi del recente flop A questo punto è chiaro, infatti, che nessuna delle sette «cordate» di imprese interessate a costruire e gestire la Città della salute ha partecipato all'appalto per i costi: «Secondo quanto è emerso dalla riunione con l'advisor nei giorni scorsi, i prezzi stabiliti nel conto economico della gara erano tirati, forse perché un po' datati o forse perché qualcuno era già fuori mercato in partenza, come la stima per i parcheggi. Quindi l'aumento così rilevante delle materie prime ha fatto saltare del tutto la convenienza economica del project financing per i privati - spiega Icardi -. Del resto la stazione appaltante, che è un soggetto sovrano, non poteva modificare i costi in corso e probabilmente fino alla fine ha ritenuto che qualcuno avrebbe partecipato. In questa partita la Regione non ha possibilità di intervenire perché si occupa della programmazione e dell'accordo con il ministero, è l'azienda ospedaliera che fa il progetto e il capitolato». -

Foto: Il progetto attuale è confermato: verranno solo rivisti i costi