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08/08/2019

Ciriani: la mia città prende forma Parte l’operazione secondo mandato

Messaggero Veneto - Antonio Bacci

«Prossimo cantiere importante piazza della Motta. Sarà pronta a fine 2020 Gli assessori? Squadra unita, ma la prossima giunta dipenderà dalle urne»
Antonio Bacci Chi lo ama sorriderà, chi lo odia si rassegni: Alessandro Ciriani non ha alcuna intenzione di farsi da parte o puntare ad altri lidi politici nella primavera del 2021. «Non sono il tipo che va a schiacciare bottoni in Regione o in Parlamento, con tutto il rispetto per queste sedi istituzionali e per chi ricopre questi incarichi prestigiosi. Sono totalmente immerso in questa città, che amo. Ormai non leggo più nemmeno i resoconti e gli approfondimenti politici, che pure mi appassionano. Ci sono tanti cantieri aperti, per non perdere i finanziamenti a disposizione, ma non si può fare tutto in un mandato. Il prossimo, il secondo, sarà quello della raccolta dei frutti e della ricerca di nuovi risultati». Via ai lavori per il Ciriani-bis, dunque. Ma cominciamo dai numerosi cantieri di oggi. Di quale è più orgoglioso e quale, invece, è andato storto? «Sa di quale sono orgoglioso? Di uno che deve ancora partire». Ma come? La città è tutta uno scavo... «Sì, parlo di uno dei cavalli di battaglia della prima campagna elettorale, quello di piazza della Motta, sito a forte valenza identitaria, vero salotto cittadino dal punto di vista storico, ora ridotto ad agglomerato desolante. A settembre sarà consegnato l'appalto, che riguarderà anche la riqualificazione dell'ex biblioteca. Il parcheggio sotterraneo inizialmente previsto, invece, non si potrà più fare, quel treno ormai è stato perso». Non che i cittadini fossero innamorati dell'idea. «Infatti. Recupereremo alcuni dei posti auto sacrificati, dai 20 ai 30, magari in quel piccolo nuovo polmone per la sosta in viale Dante. La piazza verrà bellissima, non solo punto di vista urbanistico. Potrà essere vissuta fino in fondo: gli spazi nel convento di San Francesco andranno alle associazioni culturali, all'ex biblioteca un bando staPiazza della Motta, secondo il progetto dell'esecutivo Ciriani bilirà quali scuole di musica entreranno non solo di pomeriggio ma anche al mattino e la sera. I lavori riguarderanno anche piazza Ospedale Vecchio, via Donatore, via Roma e via Pescheria». Quando sarà ultimato, questo piccolo paradiso? «Il termine dei lavori è previsto per fine 2020. Parliamo di cambiamenti strutturali, non di asfaltature elettorali». Resta da scegliere il cantiere "nero" anche se, almeno in teoria, ci sono pochi dubbi. «Via Cappuccini? Certo. Ma mi prima mi faccia finire con quelli di cui sono orgoglioso: riguardano gli investimenti nelle scuole e sono meno visibili, se non dai cittadini che portano i figli in asilo o nei diversi istituti. Il cambio di passo, rispetto alla precedente amministrazione, è stato nettissimo. Nel 2015-2016 gli investimenti ammontavano a meno di un milione, nel 2019 a 7,5, al netto della nuova Lozer, della IV Novembre e di via Mantegna. Milioni di euro quasi triplicati, ma di cui si parla poco». Di via Cappuccini, invece, si continua a parlare eccome. «Quando un'impresa è complicata ci sono due strade: rinunciare o avere coraggio. Quelli di prima non sono intervenuti perchè non hanno avuto coraggio. Era un cantiere difficile, occorreva portare sottoservizi, lavori non visibili. Sarebbe stato cinico e furbo asfaltare e basta. Invece mettere la fibra sotto il manto stradale, occuparsi della rete fognaria.... Alla fine, quando i dettagli saranno completati, con verde, illuminazione e finiture, si dirà che abbiamo fatto bene. Stiamo anche controllando via Piave, perchè quando lavori nel sottosuolo è sempre potenzialmente un problema. Vigiliamo, anche se sinora non ci sono stati guai. L'unica certezza è che l'amministrazione Pedrotti ci ha messo 4 milioni, noi 11». Sempre a proposito di cantieri, le piacciono quei disegni bianchi sul porfido di via Mazzini? «A me molto, ma non solo a me. Abbiamo presentato il progetto prima, lo hanno visto tutti, negli incontri pubblici. Quei disegni bianchi rappresentano una vecchia pianta di via Mazzini. Secondo LA SODDISFAZIONE GLI INVESTIMENTI NELL'ISTRUZIONE me è bellissima, ma i lavori devono ancora essere completati. Ci sarà una seconda parte che arriverò fino alla Banca d'Italia. Il cantiere non è chiuso, così come non lo sono quelli di corso Vittorio Emanuele, via Damiani e via de Paoli». Facciamo un gioco. Piovono soldi e si sblocca il nodo della proprietà privata. Dipendesse da lei, come immaginerebbe la riconversione dell'ex cotonificio Amman? «Con lo sviluppo dell'area universitaria e magari la struttura per canoe e kayak che da tempo ci suggerisce il campione olimpico di Londra Daniele Molmenti. Ambiente, cultura e sport: l'ideale. Oltre al fatto che un minimo di attività ricettiva residenziale ci starebbe, compatibilmente con i vincoli territoriali legati alle aree esondabili». Oltre a canoa e kayak, in questi giorni si parla di pallone e del Pordenone calcio in B da esiliato a Udine. A