scarica l'app
MENU
Chiudi
26/06/2019

Cinquestelle in guardia «Gestire bene le risorse e non sottrarle ai servizi No alla mangiatoia»

Corriere del Trentino

Le reazioni
Rizzi: vigileremo su sprechi e ambiente
di Annalia Dongilli Stanno in guardia gli esponenti del Movimento Cinquestelle in regione. Se a Torino il no della sindaca pentastellata Chiara Appendino è «costato» alla città della Mole la perdita dei giochi a cinque cerchi, a Trento e Bolzano gli esponenti del movimento «vogliono vedere il bicchiere mezzo pieno» pur stigmatizzando «la mancanza del Trentino nel nome: un peccato» lamenta il consigliere provinciale Filippo Degasperi. Mentre Rosa Rizzi, della valle di Fassa e candidata del movimento alle suppletive nel collegio della Valsugana avverte: «Deve essere una festa dello sport, ma vigileremo su ambiente e costi». Un terreno comunque spinoso per i Cinquestelle e lo dimostra la decisione del ministro Riccardo Fraccaro di non commentare per ora la notizia. «L'evento- commentano in una nota Degasperi e i consiglieri di Trento e Bolzano Alex Marini e Diego Nicolini - se ben gestito potrà portare benefici alle aree interessate, sia in termini di sviluppo infrastrutturale che di posti di lavoro. I vantaggi prefigurati però sono solo teorici fino a qui - avvertono - La storia ci insegna che i grandi eventi sono spesso stati occasione di sperpero e malaffare. L'auspicio è che questa volta le risorse vengano investite in maniera oculata». Insomma «vanno bene le Olimpiadi a patto e non finiscano per tradursi nella consueta «mangiatoia» cui attingono «pochi e selezionati» soggetti. Di sicuro l'idea non deve essere di "fare in fretta" sospendendo il codice degli appalti». Occhi aperti anche sull'ambiente: «Seriamo poi che la lezione impartita dalla tempesta Vaia possa aiutare a stabilire le priorità degli investimenti. Iniziamo dicendo che ogni nuovo intervento deve partire dai concetti di prevenzione, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici». Il punto più buio dell'intera questione per il consigliere Degasperi è quello legato al nome: «Nella storia rimarrà Milano Cortina, come se fossimo cittadini di serie B. Dispiace, dal punto di vista promozionale si poteva fare di più». Degasperi sottolinea la necessità di «evitare che sorgano cattedrali nel deserto: è giusto investire nelle Olimpiadi purché sia chiaro da dove vengono i soldi. Ci sentiamo spesso ripetere che non ci sono risorse e i recenti tagli alla sanità ne sono un esempio». Anche per Rosa Rizzi è fondamentale «che le Olimpiadi rappresentino un valore aggiunto e che non siano distolti denari dallo sviluppo delle valli, dall'ospedale di Cavalese alla scuola ladina. Noi vigileremo su questo e sul rispetto dell'ambiente. Mi auguro e sono certa che non sarà così». Di certo per l'esponente pentastellata sarà una «vetrina importante: gli anziani qui ricordano ancora le Olimpiadi di Cortina del '56, capaci di portare sviluppo turistico anche da noi».

Foto: La vicenda


Foto: ● Torino, con la Chiara Appendino del Movimento Cinquestelle, ha deciso di fare un passo indietro nella candidatura alle Olimpiadi 2026


Foto: Attenti I consiglieri provinciali pentastellati di Trento Filippo Degasperi, Alex Marini e quello di Bolzano Diego Nicolini (Foto Rensi)


Foto: ● Alla luce del successo molti hanno criticato la scelta della sindaca di fare un passo indietro


Foto: ● Appendino però ha detto di non avere alcun rimpianto: «C'era incertezza, che continua a esserci, dal punto di vista finanziario» ha detto


Foto: Degasperi L'assenza del Trentino dal nome è un errore Non siamo di serie B