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11/02/2020

Cinema a rischio De Marchi boccia l’idea del bando

Il Gazzettino

PAESE
«Non possiamo perdere il cinema. Il Manzoni è un patrimonio per il nostro territorio, anche per merito dell'attuale gestione, che negli ultimi 20 anni lo ha restaurato e rilanciato. Adesso si potrebbe anche cedere la proprietà, vincolando l'immobile all'attività di cinema per almeno 30 anni, abbassando il prezzo di vendita, ma permettendo in investire nell'ammodernamento delle sale. Le soluzioni possono essere tante. Vanno trovate per assicurare la continuità di un bene che appartiene a tutti noi». Martino De Marchi, ex vicesindaco, oggi capogruppo di opposizione, mette in guardia dal rischio che in autunno la società dell'Edera, storico marchio del cinema di Treviso, possa perdere la gestione del multisala di Paese.
LA CONVENZIONE
La convenzione ventennale con il Comune, proprietario dello stabile di via Battisti, è stata definita nel 1998. Dopo la scadenza naturale, ora è stata prorogata di un anno, fino al 20 settembre 2020, con un affitto ridotto, passato da 6.055 a 3.200 euro al mese, più la possibilità da parte del municipio di usare le sale in modo gratuito per 24 giorni all'anno. Vent'anni fa l'Edera aveva investito qualcosa come 3 miliardi di lire per rilanciare il Manzoni. «Soldi che non sono stati recuperati», ha specificato Sandro Fantoni, titolare della società. Ora la giunta del sindaco Katia Uberti ha preso tempo. Ma a quanto pare il municipio è intenzionato a sfornare in primavera un nuovo bando per la gestione sul lungo periodo, aperto a tutti, senza distinzioni. E l'Edera teme che quanto investito fino ad oggi possa poi essere sfruttato da altri. «O il Comune segue una logica speculativa pubblicando un nuovo bando per la gestione aperto a tutti ha detto Fantoni oppure pensa a un'altra soluzione, tenendo conto degli sforzi che abbiamo fatto, per continuare a garantire un servizio ai cittadini senza cambiare una squadra che si è dimostrata vincente. Da parte nostra c'è la massima disponibilità». Per di più c'è pure lo spauracchio che un nuovo bando possa andare deserto. Dopotutto vent'anni fa arrivò solo l'offerta dell'Edera. In questo caso, il cinema Manzoni potrebbe anche rischiare di dover chiudere, almeno per un periodo.
LA PROPOSTA
Nasce da qui la proposta avanzata dall'ex vicesindaco-, che fino a un anno fa sedeva nella giunta Pietrobon assieme alla stessa Uberti, di non procedere con un nuovo bando e di pensare a una soluzione alternativa, come la vendita vincolata. «I cinema stanno attraversando un periodo duro per colpa delle tante piattaforme on demand e per colpa della pirateria tira le fila De Marchi pensare che il Comune possa pretendere un canone di locazione di 6mila euro al mese è fuori dal mercato. Occorre fare una scelta lungimirante che permetta a chi gestisce il Manzoni di poter investire, di rimanere al passo con i tempi, per evitare che le grandi catene soffochino questi cinema di paese. Le soluzioni possono essere tante. Vanno trovate».
M.F.
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