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19/01/2021

Cimitero, il Comune attinge alle riserve dopo l’ingiunzione

Il Messaggero

Il sindaco sull'appalto che risale al 2000 per la gestione del sito: «Una patata bollente che dopo anni deve essere risolta»
IL CONSIGLIO
Sventolano le bandiere dei partiti nella massima assise di Sora. Gli argomenti all'ordine del giorno ce n'erano e di importanti ma ai più è sembrato che i consiglieri fossero impegnati soprattutto a rivendicare meriti e ruoli all'interno degli assetti politici che si stanno delineando in queste settimane in previsione delle votazioni. E nonostante il sindaco l'abbia definita una patata bollente mostrandosi seriamente preoccupato per la situazione in divenire, la questione della gestione del cimitero comunale non ha acceso il dibattito tra i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, come invece ci si sarebbe aspettati. Gli unici a chiedere spiegazioni sono stati Fabrizio Pintori e Valter Tersigni. Per il resto i consiglieri erano perlopiù impegnati a mostrare le bandiere dei partiti che sventolavano alle spalle, come nel caso di Maria Paola D'Orazio (Pd) o Massimiliano Bruni (FdI), tra i soliti problemi di connessione che ormai caratterizzano tutti i consigli comunali in modalità streaming.
LA SEDUTA
In apertura il sindaco, nel corso delle comunicazioni, ha affrontato il caso dell'appalto per la gestione del cimitero comunale: il 16 dicembre ha ricevuto l'atto di pignoramento e l'amministrazione comunale si è dovuta attivare immediatamente utilizzando un prelievo dell'importo di 100.000 euro del fondo di riserva. Il sindaco l'ha definita una «patata bollente che dopo vent'anni deve essere risolta», chiarendo con il privato le modalità gestionali e il patrimonio invenduto (loculi). Un contratto quello firmato nel 2000 con la società appaltatrice che oggi sarebbe impensabile anche solo immaginare, di difficile comprensione, indeterminato con un rischio concreto per l'ente di soccombere qualora non venga trovato un accordo transattivo con la ditta che aveva la gestione del camposanto. «Abbiamo dovuto prelevare dal fondo di riserva 100.000 euro per raggiungere la somma necessaria ad evitare il pignoramento e questo a seguito del decreto ingiuntivo ricevuto a fine anno. In attesa di ulteriori sviluppi finalizzati ad un possibile accordo transattivo dobbiamo mettere in campo due azioni: fotografare in maniera definitiva e senza errori la situazione reale sull'invenduto e in seconda battuta chiarire in maniera soddisfacente la modalità gestionale che renda fattibile l'accordo stesso. Occorre un lavoro di convergenza nell'interesse della collettività», ha spiegato il primo cittadino. Interessante l'intervento di Tersigni che ha fatto notare come in passato alla ditta erano state pagate somme in più rispetto al dovuto; alla luce di questo ha chiesto al sindaco di verificare se ci sia possibilità di andare in compensazione. Perché se da una parte è vero che il Comune deve pagare l'equivalente della mancata vendita dei loculi e la manutenzione fino al 2016 (quando sono stati riconsegnati i lavori al Comune) è altrettanto vero che la ditta avrebbe avuto qualcosa in più. «È un lavoro immane - ha replicato il sindaco - e oggi un contratto del genere sarebbe inimmaginabile». De Donatis ha poi reso noto che a breve il privato provvederà alla messa in sicurezza del cantiere dell'ex Tomassi.
Roberta Pugliesi
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