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26/02/2021

Cibi freddi e cattivi, torna la protesta

L'Arena di Verona

SAN PIETRO IN CARIANO. Dopo le prese di posizione e le lettere dei genitori degli iscritti alle scuole dell'infanzia, elementari e medie, si muovono anche i consiglieri
Coccia e Beghini in campo per spingere l'amministrazione alla nuova gara d'appalto, dati anche i costi più alti per il servizio
Mense scolastiche nelle sedi di San Pietro in Cariano e qualità scadente del cibo che viene servito ai bambini e ai ragazzi di ogni ordine di istruzione, dalle scuole dell'infanzia, alle primarie e alle medie.Dopo le proteste di tante famiglie che usufruiscono del servizio, dopo le richieste e le lettere per spingere il Comune a un cambio di rotta, ora si accende anche il dibattito politico su un tema che in questi mesi ha tenuto banco tra i genitori del capoluogo e delle frazioni insoddisfatti per il servizio proposto e inoltre pagato più degli anni scorsi. Tra le lamentele, i genitori riferiscono di pizza e di zuppe che arrivano gelide, di verdure scondite, di sugo di pomodoro non proprio buono, né sulla pasta né sulla pizza. Alcuni hanno riferito anche dell'impossibilità da parte degli alunni di ottenere un bis e ancora del fatto che in caso di piatto unico (ad esempio pasta e tonno), non è prevista alcuna alternativa.Il gruppo consigliare Oggi è domani, rappresentato dai consiglieri di minoranza Giovanni Beghini ed Elisa Coccia, ha presentato un'interrogazione in merito alla ristorazione scolastica e intende discuterla nel prossimo consiglio comunale.«Serve fare chiarezza e servono risposte soddisfacenti dalla maggioranza», avvisano Coccia e Beghini. «Il problema della scarsa qualità del cibo nelle mense scolastiche di San Pietro in Cariano è stato posto all'attenzione dell'amministrazione comunale già da diversi mesi, attraverso le istanze e le numerose lamentale dei rappresentanti dei genitori», continua il consigliere Coccia. «Ci saremmo aspettati e ci aspettiamo una maggiore solerzia da parte dell'amministrazione e dell'assessore competente, nell'affrontare e risolvere questo problema. Si deve assicurare che il pasto somministrato ai nostri ragazzi sia di buona qualità, che la temperatura sia adeguata e che non manchino pietanze», aggiunge Coccia, «anche perché il costo del servizio, peraltro aumentato rispetto agli anni precedenti, è interamente a carico delle famiglie che devono addirittura provvedervi in via anticipata. La nostra interrogazione è proprio diretta a sollecitare un intervento repentino in questo senso».Nel documento formale protocollato in municipio lei e Beghini interrogano il sindaco Gerardo Zantedeschi, e di riflesso l'assessore all'istruzione Patrizia Tommasi, ponendo una serie di domande sugli esiti di eventuali test svolti per verificare qualità e temperatura del cibo servito a bambini e ragazzi, sul rispetto dell'appalto di ristorazione da parte della ditta Cir Food con sede a Reggio Emilia, sulla prossima gara di concessione del servizio e su quanto la qualità delle vivande peserà nel capitolato.Coccia e Beghini, infatti, sottolineano che l'attuale appalto aggiudicato alla ditta emiliana è scaduto nel 2019 ed è stato prorogato dall'attuale amministrazione per un altro anno, fino all'agosto 2020. Nel frattempo, nel luglio dell'anno scorso, la giunta carianese indicava la necessità di effettuare una nuova gara di affidamento del servizio. Ma poi a settembre un nuovo anno scolastico è cominciato e l'amministrazione ha concesso alla stessa azienda di proseguire fino al dicembre 2020, in modo da recuperare i mesi di chiusura delle scuole a causa del Covid. E tutt'ora è la Cir Food a occuparsi della tanto discussa ristorazione nelle scuole di San Pietro in Cariano. Secondo l'assessore Tommasi, il problema del cibo che arriva freddo è legato esclusivamente alle norme anticovid, l'assessore del resto si riserva di rispondere all'interrogazione durante la discussione in consiglio comunale.