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11/08/2020

Chiusure domenicali, possibile un referendum in primavera

Il Trentino - GIANPAOLO TESSARI

TRENTO
Gli orari del commercio. Il consigliere 5 Stelle Alex Marini ha ottenuto il via libera della maggioranza in Provincia: «Prima di scrivere questa legge Fugatti doveva sentire gli interessati. Inutile gridare allo scandalo con Roma senza la competenza»
Negozi aperti le domeniche o serrande abbassate e commessi a casa con le famiglie? «La primavera prossima si faccia un referendum. Un'ipotesi, quella di chiedere il parere ai trentini sul commercio che alla giunta provinciale non dovrebbe dispiacere. A luglio la maggioranza ha approvato un mio ordine del giorno che impegnava l'esecutivo a valutare la convocazione di un referendum consultivo proprio sul tema delle aperture nel commercio» fa sapere Alex Marini, rappresentante dei Cinquestelle in Provincia. E proprio al M5s, che è al governo a Roma, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti si era rivolto con toni ultimativi dopo la notizia che la legge provinciale sulle chiusure dei negozi era stata impugnata dal governo Pd-giallorosso. I Cinquestelle hanno in Trentino Marini come rappresentante più importante, tra l'altro considerato un fedelissimo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro: «A quanto pare ce lo dimentichiamo spesso, ma viviamo in uno Stato di diritto. Non è che uno si sveglia la mattina e decide di non rispettare i limiti e le disposizioni previste dalla Costituzione e va bene così.L'impugnativa del Governo era scontata perché la Provincia di Trento ha legiferato in un ambito, la concorrenza, in cui lo Stato ha una competenza legislativa primaria ed esclusiva.La maggioranza sapeva benissimo di stare facendo una forzatura che avrebbe per forza prodotto queste conseguenze, e ha agito ben sapendo cosa sarebbe successo in automatico» osserva Marini. Ma questo è stato notato a caldo da tutte le opposizioni. Ieri però Fugatti sottolineava due aspetti: la facilità con cui l'esecutivo Conte ricorre alle impugnative e uno strabismo politico dei Cinquestelle che da una parte mettono la chiusura domenicale del commercio nel programma di legislatura al governo, salvo poi cassare una legge che va in quella direzione: «Sulle impugnative osservo che venerdì sera il consiglio dei ministri su 41 leggi in discussione ne ha impugnate 10 tra cui quella della Provincia sulle chiusure domenicali degli esercizi. Quello dell'impugnativa - osserva Marini - è un passaggio necessario per assicurare l'armonia e la conformità delle leggi regionali con l'ordinamento statale. Molto spesso non si arriva nemmeno al giudizio costituzionale perché le Regioni e lo Stato intervengono prima adeguando i passaggi che contrastano con le norme nazionali, proprio come accaduto la settimana scorsa in aula con la legge sugli appalti». E sul tema specifico del commercio come si deve dunque proseguire? C'è una norma d attuazione che ha già incassato un primo sì da parte della Commissione dei 12: «Più in generale ora bisogna lavorare in sede parlamentare per scrivere una nuova legge statale che consenta alle regioni un maggior ambito di manovra per quanto concerne gli orari e i giorni di apertura degli esercizi commerciali. Tradotto: bisogna lavorare seriamente, non fare giochetti politici per spulciare 2 voti in più». Ma torniamo al tema iniziale, alla sua proposta di fare un referendum sul tema degli orari dei negozi:«Sì anche perché non si sono voluti sentire prima i rappresentanti dei lavoratori, le associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti in primis) e nemmeno le associazioni dei consumatori. A luglio la maggioranza ha dato via libera a due mie proposte: ad un tavolo che nell'aprile del 2021 produca una relazione sull'impatto determinato dall'introduzione e applicazione della norma. Ma anche, ed era l' altro punto del mio ordine del giorno, "A valutare l'interesse e la rilevanza per la convocazione di un referendum consultivo in merito alle chiusure domenicali". Tecnicamente la legge provinciale prevede tre tipologie di referendum: propositivo, abrogativo e consultivo. In questo caso sarebbe consultivo e lo potrebbe richiedere o la giunta o il consiglio provinciale. In questo caso - osserva Marini - avrebbe un effetto confermativo. Ovvio va fatta attenzione a come formularlo».

Foto: • Il tema delle chiusure/aperture dei negozi alla domenica potrebbe essere sottoposto ad un referendum


Foto: HANNO DETTO


Foto: Tecnicamente sarebbe un quesito consultivo per un'eventuale conferma della scelte


Foto: Alex Marini