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11/08/2020

Chiusure domenicali, no di Roma

Il Trentino

TRENTO
Il braccio di ferro con il Governo. Impugnata dal consiglio dei ministri la recente legge della Provincia che disciplina gli orari dei negozi Fugatti: «Ce lo aspettavamo, Conte solerte contro le Autonomie. Salvo poi "copiare" la nostra legge sugli appalti. Ora avanti con norma di attuazione»
GIANPAOLO TESSARI Non si può certo parlare di fulmine a ciel sereno ma ora l'impugnativa dello Stato contro le chiusure domenicali dei negozi è ufficiale. Per adesso non cambia nulla, sarà la Corte costituzionale a doversi pronunciare, ma il no del governo alle scelte della Provincia in tema di commercio per il presidente Maurizio Fugatti è una conferma dell'atteggiamento di Roma verso le Autonomie: «Con l'esecutivo Pd-Cinquestelle le impugnative contro le nostre leggi provinciali sono purtroppo sempre più frequenti. E avvengono con una solerzia che non sembra quella abituale. Un fatto ci conforta: che le sentenze della Corte costituzionale, a seguito di impugnative decise dal governo nazionale, diano poi ragione alla Provincia: questo è accaduto nei giorni scorsi per i provvedimenti sui dirigenti provinciali e per i contratti di medici e giornalisti. Ha stupito anche e fa riflettere la decisione di Roma di impugnare una nostra legge, quella sugli appalti pubblici, salvo poi farla propria in sede di legge sulla semplificazione» osserva il presidente della Provincia. Si diceva di un no atteso, ed infatti le minoranze provinciali la buttano anche sullo sfottò, vista la risaputa competenza esclusiva di Roma in tema di commercio, per motivi legati alla concorrenza: «Invece di ridere i rappresentanti trentini del Pd ora si diano da fare per promuovere con i loro rappresentanti a Roma, al governo, quella norma di attuazione (percorso già avviato in Commissione dei 12) che ci dovrà dare, è un nostro diritto previsto dallo Statuto, la competenza nel campo degli orari del commercio. Una norma già richiesta dal centrosinistra provinciale negli anni scorsi e che il governo di allora si era ben guardato dal dare» chiosa Fugatti. Ricordiamo che nello scorso luglio era stata approvata la dibattuta legge, ora impugnata, che prevede solo 18 aperture domenicali all'anno, 12 nel semestre attuale: «Noi ci siamo mossi con coraggio per cercare nuovi spazi di autonomia, per essere all'avanguardia su vari fronti. Una cosa è chiara politicamente: in Trentino non ci fu nessun no, tra astenuti nelle minoranze e chi si nascose sotto al tavolo per non partecipare al voto. Mentre il Pd ed i Cinquestelle a Roma hanno mostrato di essere contrari alle chiusure domenicali, a meno che non lavorino da domani mattina nei ministeri per dare l'ok alla nostra norma. Rilevo - chiude- che nel programma del M5s a livello nazionale c'era il tema delle chiusure domenicali, tema ribadito da poco dal ministro Di Maio proprio interloquendo con i Dem».

HA DETTO

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Ora I Dem trentini, invece di ridere, si attivino per fare camminare la norma

Qui in Consiglio, tra astenuti e nascosti sotto al tavolo, nessun no

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Foto: • In attesa del pronunciamento della Corte non cambia nulla sulla chiusura dei negozi alla domenica in Trentino