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20/07/2018

CHIUSE TRE ILVA, NESSUNO PROTESTA

Il Giornale del Piemonte e della Liguria - Diego Pistacchi

LA CRISI IGNORATA
I dati impressionanti diffusi da Ance, l'associazione dei costruttori edili: persi in 10 anni 4.500 posti di lavoro. Dal 2018 i primi segnali di ripresa, ma la situazione è ancora drammatica
■ A Genova c'è un'azienda che ha perso posti di lavoro come 3 Ilva messe assieme, anche se non fa notizia. L'edilizia ha visto diminuire infatti il numero degli occupati di 4500 unità, mentre hanno chiuso 800 imprese. La grande crisi potrebbe essere però già alle spalle se il governo Gentiloni non avesse fatto danni con il Codice degli Appalti. Bene invece gli incentivi per il 2018, che si spera finalmente positivo. a pagina 7 ■ Da anni Genova lotta per salvare i 1500 posti di lavoro di Ilva, li difen de a denti stretti con le istituzioni, i cittadini «accettano» i disagi delle proteste. Ma nella sola provincia di Genova, negli stessi anni, sono state «chiuse» 3 Ilva e nessuno ha fiatato. Anzi, a volte le istituzioni sono state quantomeno concausa, con i loro provvedimenti, di 4500 posti di lavoro andati in fumo. La denuncia è contenuta nei numeri diffusi ieri da Ance Genova, l'Associazione dei costruttori. Che continuano ad aspettare l'anno della svolta e sono convinti che, finalmente, il 2018 possa regalare le prime soddisfazioni, dopo un 2017 che ha tradito le promesse, bruciando l'attesa crescita. Dopo un decennio di pesantissima crisi, secondo i primi riscontri di Ance, gli investimenti complessivi tornano a crescere: la previsione è di un aumento del 2,4% degli investimenti in costruzioni. Un dato che corregge persino al rialzo le previsioni fatte a luglio dello scorso anno, che per il 2018 indicavano un incremento dell'1,5%. Tre sono i settori che alimentano la fiducia: il prolungamento della crescita della riqualificazione del patrimonio abitativo, l'importante svolta per quanto riguarda i lavori pubblici e l'auspicato recupero dei livelli produttivi nella nuova edilizia abitativa. Da qui nascono le considerazioni sui meriti e sulle colpe delle amministrazioni. Al governo viene riconosciuto di aver riservato, con la legge di bilancio 2018 una grande attenzione all'edilizia con misure relative al rilancio degli investimenti infrastrutturali e al rafforzamento degli incentivi fiscali legati al Sismabonus ed all'Ecobonus per i condomini. Quest'anno è prevista una crescita degli investimenti del 2,8% per la costruzione di nuove abitazioni e del 2,5% per le opere pubbliche. I finanziamenti ci sono ma non devono essere fini a se stessi. «Occorre anche una decisa politica per rimettere in moto il Paese attraverso una necessaria riforma normativa finalizzata a sbloccare opere necessarie per il suo sviluppo infrastrutturale e se si supereranno gli ostacoli ai meccanismi di spesa della Pubblica Amministrazione - osserva Filippo Delle Piane, presidente di Ance Genova -. I segnali di ripresa registrati a livello nazionale, in base alle analisi svolte da Ance Genova, dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) riverberarsi anche a livello locale, come evidenziano i dati relativi all'andamento dei lavori pubblici osservati già sul finire dello scorso anno. Infatti, il mercato degli appalti pubblici, nella nostra provincia ha ripreso, a fine 2017, un ritmo moderatamente incoraggiante. Nel 2017, il dato riferito al valore degli appalti è, infatti, cresciuto: sono stati appaltati lavori per un ammontare pari a circa 235 milioni di euro contro i 200 milioni messi in gara nel 2016 ed il trend di segno più pare confermato anche nella prima parte dell'anno in corso ». Nonostante questo il 2017 ha tradito le attese. Perché? Stavolta al governo Gentiloni vengono tirate le orecchie, per l'incapacità dimostrata nel realizzare le buone intenzioni annunciate. Il pasticcio è stato quello del Codice Appalti, nato con l'obiettivo di garantire infrastrutture di qualità, certezza di risorse e tempi di realizzazione, ma che si è rivelato produttore ritardi e lungaggini che rallentano o, addirittura, frenano la realizzazione delle opere sono state più volte denunciate dalle imprese. «È essenziale sbloccare i cantieri e fare partire le opere utili al Paese, a cominciare dalla manutenzione e dalla messa in sicurezza del territorio - sostiene Filippo Delle Piane -. Per farlo occorre, mettete mano al Codice degli Appalti semplificando le procedure vigenti». Il 2017 ha visto un ulteriore lieve calo dei livelli produttivi (0,1%), con una perdita complessiva dall'inizio della crisi del 36,5%. Ancora in calo la nuova edilizia residenziale: gli investimenti, anche per il 2017, in tale comparto si riducono dello 0,7%. Qualche segno positivo per gli investimenti nel settore non residenziale privato (+1,5%) mentre gli investimenti in opere pub bliche rimangono sostanzialmente fermi (+0,3%). Anche in Liguria, quindi, i dati congiunturali relativi al 2017 riflettono le criticità rilevate a livello nazionale. Il comparto relativo alla riqualificazione del patrimonio abitati vo, è stato l'unico in controtendenza rispetto alla crisi registrando una crescita, in termini reali, dell'1,5% rispetto al 2016. Per quanto riguarda Genova, le imprese iscritte alla Cassa Edile, nel 2017, sono diminuite di ben 131 unità, (1.825 imprese attive nel 2016 contro le 1.694 del 2017). In flessione anche il numero di operai attivi: i dati divulgati rilevano una riduzione del 3,60% rispetto al 2016 passando dalle 8.9 25 unità del 2016 alle 8.604 dello scorso anno. In 10 anni 800 imprese e 4500 addetti in meno. Tre Ilva messe assieme. In silenzio.

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