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25/06/2020

«Chiudere i dossier». Il Pd preme Conte insiste: l’Iva è da tagliare

Corriere della Sera - Alessandro Trocino

LE SCELTE DEL GOVERNO
Zingaretti incalza. E Renzi: io facevo, il premier ha un altro stile Incontro senza esito sul dl Semplificazioni, poi il rinvio a domani
ROMA Si comincia in un clima infuocato, con l'eco delle parole di Nicola Zingaretti che parla di maggioranza tafazziana e di troppi dossier aperti e con un diffuso malumore per una certa immobilità che si percepisce nell'azione di governo, proprio quando bisognerebbe accelerare. La sensazione che il cambio di passo non ci sia stato è forte e la sensazione è accresciuta dal nuovo slittamento della «madre di tutte le riforme», come la chiamò il premier, il decreto Semplificazioni, che non approderà in Consiglio dei ministri questa settimana, anche se il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, proprio ieri, ha spiegato che si tratta di «una priorità, fondamentale per accelerare la messa a terra degli investimenti».

La riunione di maggioranza a Palazzo Chigi si svolge mentre Luigi Di Maio loda Conte - «La sua leadership si è molto rafforzata» - e Matteo Renzi spara cannonate: «Questo non è il mio governo. Io facevo, Conte ha un altro stile». La conclusione della riunione è un nulla di fatto, con aggiornamento a domani e l'ammissione: «Serve ulteriore valutazione politica».


All'inizio, dopo la frenata dell'altro giorno, il premier torna a rivendicare la necessità di una riduzione dell'Iva, che da «lieve» passa a «consistente». Il premier tira dritto e tiene il punto, cercando di organizzare al meglio un cronoprogramma che gli consenta di sfoltire il mare magnum delle proposte degli Stati generali e sintetizzare il tutto in un piano di rilancio. Anche perché già il 17 e 18 luglio a Bruxelles si terrà un vertice sul Recovery fund.


Non è facile accelerare perché i dossier sul suo tavolo, come in molti gli rimproverano, sono tanti, troppi. Ma in questo momento Conte pensa che si debba puntare sui consumi. Per questo, pur ribadendo ai capi delegazione che la decisione non è presa, insiste per una riduzione dell'Iva, che nei suoi piani dovrebbe essere temporanea e selettiva, cioè rivolta solo alle categorie più in difficoltà e collegata al meccanismo di cashback per l'uso della moneta elettronica. «Sarebbe un boost per l'economia - spiega Conte ai capi delegazione e cerca anche di convincerli - Capisco che per tradizione preferiate interventi sui lavoratori, ma il governo ha già provveduto in questa direzione». E snocciola le misure già prese: «Abbiamo stanziato 5 miliardi per il cuneo fiscale a vantaggio proprio dei lavoratori. Grazie a questo dal primo luglio 16 milioni di lavoratori avranno più soldi in busta paga. Da settembre verrà abolito, a beneficio di tutte le famiglie, il superticket per le prestazioni sanitarie». Non solo, aggiunge Conte: «Ingenti risorse sono state destinate alla cassa integrazione, anche questa a favore dei lavoratori». Insomma, abbiamo già dato, dice sostanzialmente: «La riduzione dell'Iva non c'entra con il Recovery fund, si farebbe ora con lo scostamento di bilancio». Poi usa una metafora forte: «Dobbiamo far ripartire il cuore dell'economia attraverso i consumi attraverso una scarica col defibrillatore».


Su due visioni strategiche e politiche opposte si collocano invece 5 Stelle e Pd sullo sblocco dei cantieri, che è un pezzo del decreto Semplificazioni. Il Movimento esalta il modello Genova, nel senso del nuovo ponte, ma questo prevede la sospensione del codice degli appalti per tre anni e autorizzazioni a tempo di record, affidando il tutto a due commissari. Il Pd, che con Graziano Delrio ha firmato il codice degli appalti, non accetta l'eccesso di deregulation e vuole qualche ritocco al codice, per un piano già presentato dalla ministra De Micheli. Palazzo Chigi ha preparato un testo di mediazione, che però al momento non ha ancora avuto il via libera delle forze di maggioranza, che ne riparleranno domani.


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Le distanze

Pd e M5S lontani sulle strategie di sblocco dei cantieri, punto chiave del nuovo decreto

L'esecutivo

Gli Stati generali

e il piano di rilancio

Dopo gli Stati generali dell'Economia, il governo punta a un piano di medio termine per sostenere il tessuto produttivo del Paese. Tra le direttive: infrastrutture, ecologia e digitale

1

Il decreto

Semplificazioni

Il decreto Semplificazioni, definito prioritario dal ministro pd Gualtieri, è tra i dossier in attesa di arrivare in Consiglio dei ministri: da questa settimana dovrebbe slittare a metà luglio

2

Lo scontro

tra gli alleati

La cassa integrazione di-vide la maggioranza. Conte punta a un nuovo scostamento di bilancio (serve l'ok del Parlamen-to). M5S vuole prolunga-re gli ammortizzatori, il Pd è per gli incentivi

3

La frenata

Il presidente del Consiglio frena i dem: già molte misure a favore dei lavoratori


Foto:

A Palazzo Chigi

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, 55 anni, è alla guida del suo secondo governo dal 5 settembre scorso


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Malgrado i no, il capo dell'esecutivo vuole agire sui consumi

Il 17 e 18 luglio la riunione in Europa sul Recovery fund