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10/03/2020

Chiericati, il cantiere riapre

Corriere del Veneto - Gian Maria Collicelli

Il Consiglio di Stato «ordina» di riprendere il restauro che era stato fermato dal Tar. Cauto l'assessore Celebron: «Per ora lavori al 60%»
Stop alla sospensiva. Sembra un perverso gioco di parole, ma la sostanza è che i lavori a Palazzo Chiericati possono ricominciare nonostante il ricorso pendente alla giustizia amministrativa. E quindi per il Comune, quella arrivata nei giorni scorsi è una buona notizia, anche se l'assessore ai Lavori pubblici, Matteo Celebron, è cauto: «Potranno iniziare lavorazioni ulteriori ma ancora non è un via libera definitivo, attendiamo l'udienza». Nel merito, però, Palazzo Trissino ha raggiunto un primo risultato e cioè ha ottenuto un decreto del Consiglio di Stato che supera l'ordinanza emanata dal Tar (Tribunale amministrativo regionale) di Venezia con cui si erano (quasi) bloccati i lavori di restauro a Palazzo Chiericati. Al centro di tutta la vicenda c'è il cantiere da 2,5 milioni di euro per il restauro dell'ala Ottocentesca della sede dei musei civici in piazza Matteotti: l'ultima tranche di un maxirestauro che ha interessato tutte le varie anime del Chiericati fin dal 2009. I lavori dell'ultima parte del restauro sono iniziati a metà gennaio ma nei primi giorni di febbraio è arrivata la tegola giudiziaria: l'architetto vicentino Emilio Alberti, già tra i progettisti dell'intervento, ha presentato ricorso dopo aver perso la gara d'appalto della Provincia (è giunto secondo) per la direzione dei lavori, per un controvalore di 108 mila euro, chiedendo la sospensiva di quell'assegnazione. Il mese scorso i giudici di Venezia hanno accolto la richiesta di sospensiva e dunque annullato in via temporanea la pratica con cui il Comune aveva affidato all'architetto veneziano Eugenio Vassallo (vincitore del bando di gara) in attesa dell'udienza fissata il prossimo 6 maggio. Da qui un sostanziale stop dei lavori, proseguiti solo per «rilevazioni archeologiche non legate alla direzione lavori». Ma l'amministrazione comunale non si è persa d'animo: con l'obiettivo di non fermare i lavori fino a maggio - evitando così di accumulare dunque mesi di ritardo - Palazzo Trissino ha presentato per l'appunto un contro-ricorso al Consiglio di Stato chiedendo la sospensione dell'ordinanza dei giudici di Venezia, arrivata nei giorni scorsi. Secondo la quinta sezione del Consiglio di Stato presieduta dal giudice Giuseppe Severini «appaiono sussistere le ragioni di estrema gravità ed urgenza tali - scrivono i magistrati - da non consentire la dilazione neppure fino alla camera di consiglio dell'istanza cautelare connessa all'appello». Dunque, ecco lo stop alla sospensiva. La Camera di consiglio per la discussione del controricorso è fissata la settimana prossima (giovedì) ma sarà solo il primo giudizio, al quale seguirà poi l'udienza al Tar del 6 maggio, che entrerà nel merito del ricorso presentato da Alberti. Nel caso in cui l'architetto vicentino ottenesse un ribaltamento delle sorti della gara d'appalto potrebbe anche subentrare alla direzione lavori al collega veneziano, ma questo si saprà solo dopo la pronuncia dei giudici. «Per ora comunque il cantiere rimane al sessanta per cento - afferma Celebron - e potrà tornare a pieno regime non appena avremo risolto le questioni giudiziarie».