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23/02/2021

«CHIEDONO ALTERNATIVE IDENTICHE CHE POSSANO GARANTIRE PRECISIONE»

Corriere Adriatico

Marconi, presidente della Rays di Osimo e il caso delle Luer Lock per i vaccini «Non arrivano i quantitativi indicati. Le aziende ospedaliere si rivolgono a noi»
L'INTERVISTA
Ogni siringa per le vaccinazioni «viene pagata dallo Stato dieci volte il prezzo di mercato. È assurdo. Ma ora che inizia la campagna vaccinale arrivano numerose richieste dalle aziende ospedaliere».
Stefano Marconi, presidente Rays Spa di Osimo e presidente dell'Anconitana: come si è arrivati a questo punto?
«Tutto parte dalla gara indetta dal commissario Arcuri il 7 dicembre con la richiesta di consegna delle siringhe Luer Lock (con ago che si avvita, ndr) entro fine anno».
La vostra azienda ha partecipato a questa gara?
«No».
Perchè?
«Era impossibile consegnare in tempi rapidi i quantitativi ingenti richiesti».
Il bando parlava di 157 milioni di siringhe, ma chi si è aggiudicato l'appalto?
«Due aziende si sono impegnate a consegnare al 31 dicembre alcuni milioni. Una ditta italiana e una di Hong Kong, la Redlotus ltd che da una ricerca online ho trovato essere un società di marketing».
A che prezzi?
«La ditta di Hong Kong ha chiesto 44 centesimi al pezzo, dieci volte più del prezzo di riferimento dei bandi delle aziende ospedaliere italiane che partono da 4,5 centesimi al pezzo».
Cos'ha pensato quando ha visto questa cifra?
«Quello che ho pensato è meglio che non lo riferisca. Ma con questi dati e documenti alla mano ognuno può fare la propria riflessione».
Ma le siringhe sono arrivate?
«Non penso nei quantitativi previsti nonostante le minori dosi di vaccini consegnati».
E che succede?
«Le aziende ospedaliere si stanno rivolgendo direttamente a noi per sapere se abbiamo disponibilità di siringhe Luer Lock o Luer sleep, una siringa identica a quella del bando e che permette ugualmente di vaccinare con grande precisione».
Le richieste quando sono iniziate?
«Dai primi giorni di gennaio. E ora ogni settimana almeno due aziende ospedaliere ci contattano per eventuali acquisti».
E voi?
«In alcuni casi riusciamo a soddisfare la domanda, in altri casi dobbiamo rispondere che non abbiamo disponibilit di quel prodotto. Anche perchè...»
Che altro?
«Ci scontriamo con i costi di noleggio dei container per trasportare la merce che produciamo in Cina. In precedenza un container si poteva affittare a 1.500 dollari, ora se c'è un container disponibile possono essere richiesti anche 12mila dollari per il noleggio. Il che equivale alla metà del valore del lotto di siringhe da noi prodotte e che dovranno essere commercializzate. Con inevitabili ricadute sul prezzo finale».
E quindi?
«Se da luglio lo Stato sa che dovrà avviare la campagna di vaccinazione, si organizza prima senza aspettare dicembre per indire la gara per la fornitura delle siringhe. Finendo per pagare prezzi dieci volte superiori a quello di mercato. Un disastro».
Che lezione se ne trae?
«Chi ha la responsabilità di provvedere agli acquisti per la sanità deve avere anche esperienza e conoscere i mercati, oltre che dover programmare con anticipo per non rischiare di dover fare tutto in fretta»
Come se ne esce?
«Intanto l'importante è veder sistemata la pratica dei vaccini con la consegna delle dosi nelle quantità».
Ma le aziende sanitarie?
«Vanno avanti per la loro strada. Molti ospedali stanno effettuando in totale autonomia le gare d'appalto per l'aggiudicazione delle siringhe».
Anche gli ospedali marchigiani?
«Qualcuno ci ha chiesto la fornitura di siringhe, ma la maggior parte si è programmata bene. Le maggiori criticità sono in altre regioni».
Massimiliano Petrilli
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