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20/01/2019

CHIAMPARINO AMARO PENSÒ DI FAR SALTARE LIBROLANDIA 2016

La Repubblica - Ottavia Giustetti

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Iconti della Fondazione del Salone del Libro erano talmente disastrati a inizio 2016 che Chiamparino pensò addirittura di far saltare l'edizione di quell'anno. "Ma non si può fare - spiega in una telefonata dell'inchiesta perchè ci sono le elezioni in Comune". pagina IV I segnali premonitori del "disastro Salone del Libro", a inizio 2016, sono sotto gli occhi di tutti, e ormai da tempo. Solo che per salvare la manifestazione, e le elezioni, la città cerca di aggirarli, la Fondazione di nasconderli. «Io, se dovessi seguire, cioè se facessi quello che ritengo più giusto come socio fondatore - dice Sergio Chiamparino in una telefonata all'assessora Antonella Parigi il 3 febbraio di quell'anno - avrei mandato in liquidazione la fondazione, avrei fatto saltare l'edizione 2016 e avrei cercato di ricostituire ex-novo tutto l'ambaradam... Però, sai, dato che noi viviamo in questo mondo in cui ce n'è sempre una, e in cui poi dobbiamo sempre salvare tutto, evitare i traumi...». I conti della Fondazione per il libro sono in profondo rosso dal 2014 quando i revisori dei conti comunicano a Rolando Picchioni che il fondo di dotazione dell'ente è totalmente eroso. Il patron finisce sotto inchiesta e viene sostituito da Giovanna Milella. Una due diligence commissionata alla Bdo Italia Spa svela un buco da 2,9 milioni di euro. «La soluzione migliore di fronte a quello - continua Chiamparino sempre nella stessa telefonata finita nelle carte dell'inchiesta del pm Gianfranco Colace - : sarebbe nomino un commissario liquidatore che prende in mano la cosa e saltiamo l'edizione 2016.
Ciao e arrivederci, insomma! Non muore nessuno se per un anno o due... anzi».
Però il Pd è in piena campagna elettorale: Piero Fassino è in scadenza a Palazzo civico. Il governatore, che non è mai stato indagato, ne è conscio: «Non potendolo fare per ragioni legate alle elezioni - dice - rinviamo il problema a dopo l'edizione 2016». Ecco perché serve al più presto che un privato entri come sponsor, la Fondazione e le istituzioni individuano le banche torinesi. Tutti riferiscono che l'ingresso degli istituti di credito viene contrattato direttamente dal sindaco, con lo scopo di mettere in sicurezza il Salone. La procura sta indagando sui conti della Fondazione e sugli affidamenti della organizzazione della manifestazione. Le trattative concitate per dare una boccata d'ossigeno ai conti restano registrate nelle intercettazioni. Si sondano più possibilità, alla fine gli interessati sono il ministero della Pubblica istruzione e quello dei Beni culturali che vorrebbero entrare come soci. E le banche. Fassino ha un rapporto personale con il presidente di Intesa San Paolo ed è da lui che ottiene il via libera all'accordo. Sarà però Michele Coppola a occuparsi dei i dettagli: un contributo immediato di 500 mila euro, per l'ingresso come socio fondatore e come sponsorizzazione.
Anche Unicredit in quel momento sembra interessata a sostenere la Fondazione. Tanto che Comune e Regione nominano in cda, come loro rappresentanti, Piero Gastaldo, segretario della Compagnia di San Paolo, e Massimo Lapucci, segretario generale di Fondazione Crt. Nei mesi che precedono l'edizione 2016 si definiscono gli accordi in numerosi incontri con gli avvocati.
Michele Coppola vorrebbe, secondo l'accusa, che Intesa avesse l'esclusiva delle sponsorizzazioni.
Per i pm Gianfranco Colace ed Enrica Gabetta che giovedì hano notificato la chiusura delle indagini per 29 amministratori, funzionari e politici (accuse di peculato, turbativa d'asta e falso in atto pubblico a vario titolo), la banca avrebbe salvato il Salone non solo per filantropia, ma per far rientrare in breve tempo la Fondazione per il Libro del debito di circa 3 milioni contratto con Banca Prossima (del Gruppo Intesa), e per poter utilizzare in modo esclusivo il marchio del Salone del Libro come ritorno economico e d'immagine nelle iniziative culturali in tutta Italia.
La richiesta dell'ex assessore regionale alla Cultura suscita molte perplessità tra gli avvocati della Fondazione che nel frattempo decidono di procedere con una gara pubblica, sia per fare entrare il nuovo socio, sia per ottenere le sponsorizzazioni. Anche ne tentativo di smarcarsi dalla richiesta di un rapporto esclusivo con Intesa, che non può essere definito tout-court.
Ma anche il bando, secondo la procura, sarà confezionato per un unico concorrente.

Foto: L'indagine L'inchiesta della Procura su sei anni del Salone del Libro vede indagate 29 persone tra cui l'ex sindaco Fassino e l'ex assessore regionale Michele Coppola (foto)

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