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01/09/2020

Chiabrera, il manifesto dei 57: «Non vogliamo un superdirettore»

Il Secolo XIX

Il casoSeparare la funzione culturale della direzione artistica da quella gestionale legata agli aspetti tecnici, economici, amministrativi. Non più la figura di un direttore solo, su cui accentrare entrambi i ruoli, ma sdoppiare il ruolo con incarichi più brevi, a tempo. Tra i 3 e i 5 anni. Non più quindi uno stesso direttore comunale che si occupi del teatro Chiabrera per decenni. A proporlo adesso non è più solo l'opposizione in consiglio comunale guidata dal capogruppo Pd a Palazzo Sisto Elisa Di Padova. A sollevare il tema, e a lanciare la proposta ora è il gotha del mondo culturale e intellettuale savonese. Da Fabio Fazio a Carlo Freccero, da Felice Rossello a Giorgio Scaramuzzino. Sono solo alcuni dei vip edei savonesi illustri che si sono mobilitati in questo senso. Non solo conduttori televisivi, autori, registi, attori ed ex dirigenti Rai, ma anche decine di operatori culturali locali hanno sottoscritto l'appello al Comune per un cambio di mentalità - ritenuta più moderna ed europea- nella gestione del teatro comunale Chiabrera dopo il pensionamento di Roberto Bosi, rimasto come consulente-collaboratore per traghettare il teatro nella fase covid in attesa del concorso per il sostituto. Bando deciso dalla giunta del sindaco Ilaria Caprioglio i cui termini per aderire si dovrebbero aprire dal 1° settembre. Raccolto l'appello promosso da Felice Rossello con Francesco Ottonello (musicista) e Marco Ghelardi (regista). Sono loro che hanno promosso la lettera aperta indirizzata al Comune (che ieri gli amministratori hanno detto di non aver ricevuto) in merito alla selezione del prossimo direttore del teatro "Chiabrera": «Lettera aperta nella quale viene offerta una visione della direzione artistica e della gestione del teatro alternativa a quella proposta dal Comune» scrivono i tre. Nella lettera si legge in merito alla selezione del direttore artistico: «Avvenga per competenza culturale e non amministrativa. È importante che un teatro sia gestito in modo corretto e rispettoso di ogni normativa di legge come è fondamentale che un teatro sia in grado di leggere e selezionare quanto accade sui palcoscenici nazionali e internazionali, in modo tale da saperlo offrire al pubblico di Savona». E ancor la spiegazione del perchè sia necessario un incarico a tempo: «La particolare natura di un tale ruolo critico richiede dinamicità e risolutezza che possono trovare espressione solo in un arco di tempo concentrato. Il periodo breve permetterebbe inoltre una successione di incarichi a personalità diverse». Il capogruppo Pd Di Padova non nasconde la sua soddisfazione: «È difficile per l'amministrazione comunale del sindaco Caprioglio ignorare una simile richiesta sottoscritta da nomi autorevoli e di peso nella cultura savonese e non».La replica dell'assessore alla cultura Doriana Rodino: «La strada del concorso pubblico garantisce innanzitutto trasparenza nella scelta e l'arrivo di una figura con la corretta professionalità. Il bando nazionale, che uscirà lunedì (domani) in Gazzetta Ufficiale, è infatti rivolto a chi possiede una formazione umanistica, quindi le competenze artistiche sono al centro dell'attenzione: è evidente che per superare un concorso pubblico occorre studiare anche la parte relativa alla gestione della pubblica amministrazione ma non vedo questo come uno scoglio insormontabile» --