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18/09/2020

«Chi è stato indagato deve essere sospeso»

QN - Il Resto del Carlino

di Daniele Petrone «Chiediamo innanzitutto che i dirigenti e funzionari ancora in carica, indagati, siano sospesi temporaneamente a livello cautelativo. E vogliamo un consiglio comunale straordinario, aperto al pubblico, per affrontare ciò che sta accadendo. Infine, l'Amministrazione si costituisca parte offesa nel processo». A tuonare è il MoVimento 5Stelle reggiano che va giù pesante nel day after della chiusura delle indagini 'Re Cleaning' che ha portato all'avviso di garanzia per 26 indagati tra cui personale comunale con ruoli di spicco. I tre consiglieri comunali pentastellati reggiani Gianni Bertucci, Fabrizio Aguzzoli e Paola Soragni hanno convocato la stampa ieri mattina nello studio legale di quest'ultima, avvocato di professione, per dire la loro sulla vicenda. «La normalità per questa Amministrazione ormai è quella di non rispettare regole e norme. Fanno ciò che vogliono - chiosa la Soragni - Ora servono risposte chiare dal sindaco Luca Vecchi. In primis come intende prendere le distanze dall'amministrazione precedente. E poi vorremmo sapere chi pagherà le spese legali dei dirigenti». Inoltre va nello specifico: «Uno degli avvocati difensori di un indagato (Fortelli, ndr) è Nicola Tria, nonché assessore alla legalità del Comune. Lo stimo come professionista, ma se accettasse il mandato di tutela si creerebbe un conflitto di interessi. Faccia una scelta». Bertucci poi rivendica la battaglia al grido di 've l'avevamo detto...': «Dal 2015 battiamo sul tasto della 'non concorrenza' sulla quale si basa il sistema degli appalti di Reggio. Questo è un grosso problema. La società cresce quando c'è competitività. Inoltre i dirigenti indagati già a giugno sono stati riconfermati, vuol dire che è un gruppo solidissimo di fedelissimi...». Aguzzoli, invece, ci tiene a fare una precisazione: «Siamo consapevoli che siamo nella fase di fine indagini. Non è un rinvio a giudizio e c'è tempo per le memorie difensive. Per noi nessuno è colpevole fino a quando non ci sarà una condanna. Crediamo nella presunzione d'innocenza e lungi da noi gettare croci addosso a qualcuno. Ma noi facciamo un ragionamento politico. E chi è accusato di turbativa d'asta, secondo noi, finché non chiarisce la propria posizione non può continuare a confezionare dei bandi di gara. Il Comune deve avviare un iter e capire se vi siano i presupposti per un procedimento disciplinare. Infine, chiediamo che nelle partecipate venga inserito un membro dell'opposizione, a titolo gratuito, per esercitare il giusto controllo su chi ha vinto le elezioni. Questa sarebbe democrazia. Mentre ciò che è successo, con le loro regole, è uno tsunami...». © RIPRODUZIONE RISERVATA