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02/07/2019

Chi comanda la città e il Comune

La Stampa - antonella mariotti

da palazzo rosso
Chi comanda in città? Non è una domanda retorica, viene d'istinto farla dopo il post su Facebook dell'assessore ai Lavori pubblici Giovanni Barosini, dove scrive che ha «rischiato il classico coccolone, credetemi, ma ho urlato con tutta l'energia che avevo in corpo: basta con i padroni (da 25 anni) della cittàààààààààààà». E a chiudere il post una serie di hashtag sul primato della politica, la legalità e lo spoilsystem. Intervistato sul perché quelle frasi così decise e «pesanti» l'assessore racconta che «sono stati emanati due appalti, dal mio assessorato, senza consultarmi: quello sui centri sportivi e quello sui cimiteri. Volevo solo sensibilizzare i miei colleghi e i cittadini sul problema dello spoil system. Ho chiesto anche al segretario generale che venga data trasparenza e pubblicità, che gli assessori vengano informati che in tale posto e a quell'ora ci sia il sorteggio sulle gare d'appalto. La legge prevede pubblicità e trasparenza». Sotto accusa sono i funzionari di Palazzo Rosso colpevoli - dice Barosini - di governare al posto dei politici. Ma nomi l'assessore non ne fa. A dire il vero invocare un maggior peso della politica in città è curioso dopo che Alessandria ha ottenuto dal governo 20 milioni di finanziamento, caso unico in Italia. «Un risarcimento» - è stato detto - voluto da un governo amico, e come non poteva esserlo con Riccardo Molinari, alessandrino, braccio destro di Salvini e capo gruppo alla Camera della Lega. Che poi il «potere» di cui parla Barosini esista, più di uno è d'accordo con lui, ma è probabile che l'assessore, come gli altri amministratori, abbia vinto le elezioni proprio perché chi li ha votati era convinto che avrebbero sconfitto quel tipo di potere trasversale a tutte le amministrazioni. Ora Barosini si spinge più in là: «Tutti dobbiamo presenziare, giornalisti, cittadini, e consiglieri ai sorteggi degli appalti». Restiamo in attesa.