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18/08/2021

Chessa: «Noi messi spalle al muro gli uffici hanno chiesto di fare così»

La Nuova Sardegna

la reazione dell'assessore al turismo
SASSARI«Se c'è questa cosa, ne prendiamo atto». L'assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa, dall'altro capo del telefono ha appena saputo che il ricorso contro il click day sugli spettacoli e gli eventi della cultura ha inchiodato la Regione alle proprie responsabilità. «Ma sul click day - aggiunge - c'era il parere di legittimità del direttore generale. È stato fatto perché non avevamo altri strumenti, era una procedura d'urgenza. Ce l'hanno chiesto gli uffici. Cosa potevamo fare se i funzionari vengono e ti dicono che senza click day si rischia di perdere i finanziamenti e la ragioneria che non può impegnare soldi se entro il 14 dicembre non abbiamo aventi diritto?».La polemica divampata attorno al bando degli eventi di grande interesse turistico 2020 ha creato più di un grattacapo alla Regione. E ora, dopo che le lamentele e i ricorsi si sono trasformati in una sentenza sfavorevole, è uno scoglio impossibile da aggirare. Anche se non è ancora chiaro cosa succederà ai "vecchi" vincitori disarcionati dal Tar, e quindi se dovranno o non dovranno restituire i fondi alla Regione. «A me dispiace quando si penalizza qualcuno - riprende Chessa -. Alla fine non hanno dato una batosta alla Regione, ma alle associazioni che hanno vinto il click day. Saranno loro a essere penalizzati».La sentenza non ha lasciato l'assessore indifferente, anzi. Qualche sassolino se lo leva senza fare tanti complimenti. «L'anno scorso abbiamo aumentato i finanziamenti, con me quel bando è cresciuto - continua l'esponente della Giunta Solinas -. Da una parte volevamo andare incontro alle associazioni e far scorrere con un altro milione la graduatoria. Se prima c'era la volontà del Consiglio, ora non si fa scorrere più. Questo ricorso fa un danno al settore della cultura. Ora valuteranno gli avvocati della Regione, ma secondo me la cosa andrà al Consiglio di Stato».L'anno scorso lo stesso assessore aveva definito ingiusto il metodo dei contributi dati a sportello, ma aveva ribadito anche all'epoca che non c'era alternativa. E anche il bando 2021 rischia di avere problemi. «Certo - riprende Chessa - sarebbe stato meglio avere i criteri ma non c'era il tempo. E quest'anno siamo in ritardo lo stesso. Io sono pronto a fare il bando per la legge 7, ma se non ho ancora la copertura finanziaria sono bloccato. Mi aspettavo l'assestamento a marzo e invece arriverà a settembre. Ora l'unica soluzione è fare il bando a settembre e poi portare la proroga in consiglio regionale. Purtroppo questa pandemia ha fatto slittare tutti i tempi».Affondato il click day, sui criteri del futuro bando c'è qualcosa che potrebbe presto cambiare. «Il messaggio che vorrei far passare - conclude Gianni Chessa - è che vanno cambiate le regole perché non possono nemmeno vincere sempre le solite associazioni. Bisogna anche tutelare i nuovi». (s.sant.)