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06/07/2019

Che «peso» avranno le nuove interdittive sul futuro politico?

La Gazzetta Del Mezzogiorno

CERIGNOLA STA PER FINIRE LA MISSIONE DELLA COMMISSIONE D'ACCESSO
MICHELE CIRULLI l CERIGNOLA. Al momento a Cerignola sono tre le aziende raggiunte dall'inter dittiva antimafia disposta dalla prefettura di Foggia. Il provvedimento, che tra le altre cose può prevedere il divieto per gli enti interessati di poter stringere accordi con la pubblica amministrazione, non è una novità nella città di Giuseppe Di Vittorio. Il 6 novembre del 2017, infatti, la società «Cerignola Progresso» fu individuata dall'allora prefetto Massimo Mariani come potenzialmente «infiltrata», tanto che successivamente fu disposto lo scioglimento dell'appalto che legava la coop all'amministrazione comunale attraverso la gestione della villa comunale. Due giorni prima, nella notte tra il 3 ed il 4 novembre 2017, due persone - successivamente arrestate - appiccarono un rogo nel bar, che rappresentava il piatto forte di quella concessione comunale. L'incendio distrusse la struttura nel cuore del parco urbano e l'arredo urbano circostante. Il tutto avvenne a poche ore dalla manifestazione di riconsegna alla città dell'«Arco della rimembranza», un monumento caro alla memoria dei cerignolani. Proprio a causa di quel rogo, infatti, le iniziative di inaugurazione si svolsero tra le macerie a qualche metro di distanza dal luogo del taglio del nastro. A due giorni da quell'episodio arrivò il provvedimento della prefettura di Foggia. Il bando della villa fu quindi sciolto ed individuato, seppur in maniera temporanea, un nuovo gestore. Se la questione amministrativa (legata alle infiltrazioni in villa) si è risolta con l'annullamento della gara, la questione penale (legata al rogo) si è risolta con due arresti: in manette, a febbraio del 2018, sono finiti gli autori materiali dell'incendio. Due giovanissimi appena maggiorenni. Ad essere denunciata anche una terza persona, che aveva negato di conoscere e di aver intrattenuto rapporti con gli autori del gesto. Dopo il precedente della villa comunale, la prefettura ora dispone la misura dell'in terdittiva anche a carico di altre due aziende: una nel settore dei rifiuti e l'altra nel settore dei servizi, entrambe operanti nel territorio di Cerignola. Identica misura per altre tre aziende dislocate nella provincia, in particolar modo nella parte garganica e Manfredonia. Il tutto avviene a pochi giorni dalla scadenza dei termini per la commissione di accesso agli atti, che il 9 luglio esaurisce anche la proroga utilizzata per valutare la sussistenza di infiltrazioni mafiose nel comune di Cerignola. Sotto la lente delle forze inquirenti ci sono gli ultimi tre anni di amministrazione. Il sindaco Franco Metta ha sempre respinto ogni sospetto. .

Foto: CERIGNOLA Palazzo di Città