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06/06/2020

Cgil, Cisl,Uil: riforma fiscale e i licenziamenti bloccati fino alla fine dell’anno

La Repubblica - valentina conte

Sindacati
Sindacati spiazzati dall'annuncio di Conte.
Nessuno era stato preavvertito e nessuno ha ricevuto ancora la convocazione. Dubbi poi su metodo e merito. Più di qualcuno ricorda - con malizia - analogo appuntamento, giusto un anno fa. Fu l'allora ministro dell'Interno Salvini ad evocare gli "Stati generali dell'economia", invitando e poi incontrando al Viminale le parti sociali. All'epoca il premier Conte, piccato per lo sgarbo, rispose con analoga iniziativa a Palazzo Chigi. Poi la rottura del Papeete e la fine del governo gialloverde. Cgil, Cisl e Uil si vedranno oggi per condividere i malumori su un'iniziativa che considerano ancora fumosa e trovare una linea comune. Per tutti è fondamentale mettere in sicurezza il lavoro. Di qui la richiesta al governo di estendere sino a fine anno sia la cassa integrazione che il divieto di licenziamento. E nel frattempo sbloccare i cantieri, sburocratizzare senza smantellare il codice degli appalti, investire su infrastrutture materiali e digitali, defiscalizzare gli aumenti contrattuali, avviare la riforma fiscale e quella degli ammortizzatori sociali. Con l'obiettivo di sradicare l'evasione e intervenire su diseguaglianze e fragilità. Maurizio Landini, leader Cgil, si augura «azioni concrete». Va bene discutere di come e dove spendere i nuovi fondi Ue, ma «non ci possiamo accontentare di una discussione generale in cui conveniamo sui principi, perché il problema di questa fase è cosa fare nell'immediato». Anche Annamaria Furlan, leader Cisl, ritiene l'iniziativa «molto positiva, se l'obiettivo è la concertazione, cioè condividere con le parti sociali un grande patto per la ripartenza sullo stile di Ciampi nel '93».
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