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21/12/2018

CERRETO SANNITA Gianluca Brignola Annullamento del…

Il Mattino

CERRETO SANNITA
Gianluca Brignola
Annullamento della misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari e trasferimento degli atti alla procura della Repubblica di Benevento in seguito all'eccezione di incompetenza territoriale del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli. Questa in estema sintesi la decisione assunta nella serata di lunedì dal tribunale del riesame chiamato a esprimersi sulla vicenda che lo scorso 29 novembre aveva coinvolto Letizio Napoletano, ingegnere 62enne capo dell'ufficio tecnico al comune di Cerreto Sannita. Una notizia che solo qualche settimana aveva suscitato non poco clamore nella piccola comunità titernina. Accolte dunque le richieste dei legali di Napoletano, assistito sin dalle prime battute dagli avvocati Nico Salomone e Gianluca De Vincentis.
«Corruzione e turbata libertà degli incanti in relazione ai lavori di restauro della torre civica medievale, nel sito della vecchia Cerreto». Questa l'accusa che era stata mossa dal Gip per un appalto nell'ambito del quale lo stesso ingegnere aveva rivestito la carica di presidente della commissione di gara. A eseguire l'ordinanza furono i militari del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Napoli sotto il coordinamento della Procura del tribunale partenopeo e della direzione distrettuale antimafia. Un'attività che era andata a delinearsi come una costola della cosiddetta «Operazione The Queen», l'indagine che il 15 marzo 2017 portò all'arresto di 69 persone fino a far emergere la sistematica operatività di «colletti bianchi» in grado di incidere in maniera determinante sull'aggiudicazione delle gare d'appalto, in favore di imprese «predesignate», alcune delle quali riconducibili a soggetti vicini alla criminalità organizzata. In tale ambito, erano state riscontrate, tra le altre, irregolarità afferenti alla procedura di evidenza pubblica, con particolare riferimento all'illecita aggiudicazione della gara in favore della «Bretto opere stradali Srl», ottenuta, secondo i magistrati, attraverso condotte corruttive di pubblici ufficiali della stazione appaltante rimasti ignoti.
Quale «atto dovuto», così come sottolineato dal sindaco di Cerreto Sannita Giovanni Parente, lo scorso 6 dicembre si era provveduto alla sospensione dal servizio dell'ingegnere Napoletano trovandosi lo stesso in stato di privazione della libertà personale alla luce della normativa vigente in tema di prevenzione della corruzione provvedendo, nel contempo, al trasferimento dalla posizione organizzativa dei settori lavori pubblici ed edilizia privata alla titolarità del comparto collegato agli uffici amministrativo, demografico, servizi scolastici, sport e cultura. «Siamo convinti - le parole di Parente - ancora di più che Letizio Napoletano saprà dimostrare la sua totale estraneità rispetto ai fatti contestati riponendo piena fiducia nell'operato della magistratura».
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