scarica l'app
MENU
Chiudi
27/10/2020

Ceod Ca’ Verde, scongiurata la chiusura del centro disabili

L'Arena di Verona

LEGNAGO. Le proteste dei familiari hanno convinto l'Ulss a mantenere la struttura di via Pasubio
La soppressione era stata suggerita dalla carenza di spazi adeguati
Chiusura scongiurata per il Ceod Ca' Verde di Legnago. Il Centro educativo occupazionale diurno per disabili gestito dalla cooperativa Emmanuel di Bovolone per conto dell'Ulss 9 Scaligera continuerà infatti ad essere attivo per i prossimi anni nella struttura che sorge sul retro dell'ospedale. Gli stessi funzionari dell'Azienda sanitaria veronese, durante una riunione informale con i familiari degli utenti tenutasi a settembre nella sala «Riello» della palazzina direzionale di via Gianella, avevano ipotizzato la chiusura, a partire dalla fine di quest'anno, del Ceod. Tale struttura, dal lunedì al venerdì, accoglie 14 portatori di handicap dai 25 ai 55 anni residenti nel capoluogo della Bassa e nei centri limitrofi. A far propendere i responsabili per la soppressione della Ca' Verde vi è la riduzione degli spazi a disposizione per le attività dei ragazzi legata all'emergenza Covid. Da quando è scoppiata la pandemia, infatti, gli utenti del Ceod non consumano più i pasti alla mensa del vicino ospedale per evitare contaminazioni, bensì pranzano nell'ala nuova del centro, inaugurata nel 2017 ed ampia 200 metri quadrati. Accanto a questo primo «restringimento» di aree per i diversamente abili, un'altra riduzione più consistente dei locali si aggiungerà una volta scaduto il contratto di gestione con la cooperativa di Bovolone. Con il termine dell'appalto, difatti, decadrà l'attuale deroga regionale all'utilizzo dell'ala vecchia della Ca' Verde, costituita da un fabbricato a due piani il cui pianterreno non raggiunge l'altezza minima richiesta dalle norme edilizie per tali strutture. In base a queste motivazioni, unitamente alla presenza a Legnago e dintorni di altri Ceod con diversi posti vacanti, il direttore dei Servizi socio-sanitari dell'Ulss 9 Scaligera Raffaele Grottola, durante l'incontro in sala Riello, aveva invitato i familiari degli utenti a prendere in considerazione l'eventuale chiusura del centro di via Pasubio ed una ridistribuzione dei loro figli in altre strutture. Tale annuncio è bastato ad allarmare gran parte dei parenti dei disabili. I familiari hanno quindi manifestato i loro timori sia agli amministratori locali di alcuni dei paesi di residenza dei ragazzi, come Legnago, Cerea e San Pietro di Morubio, che alla stessa Ulss e alle autorità regionali. La levata di scudi ha convinto Grottola ed i suoi collaboratori a non sospendere le attività della Ca' Verde. Ad un esame più approfondito del contratto in essere con la coop bovolonese, inoltre, è emerso che la gestione attuale, tramite proroghe tecniche, terminerà a fine giugno 2021. «Una rappresentante dei familiari», evidenzia Grottola, «ci ha spiegato come sette ragazzi che frequentano la Ca' Verde negli anni abbiano costituito tra loro un gruppo affiatato e per questo temono che le loro strade vengano divise chiudendo il Ceod. Vista la situazione abbiamo deciso che la struttura continuerà ad essere operativa, programmando un nuovo bandoello in vigore». Tutto ciò è bastato a tranquillizzare le famiglie. Grottola annota: «L'ala nuova potrà ospitare una decina di disabili». Pertanto da qui alla fine di giugno l'Ulss 9 avrà il tempo necessario per studiare, assieme alle famiglie, la futura collocazione dei quattro ragazzi che, salvo ulteriori accorgimenti tecnici adottati dall'Azienda sanitaria, non potranno più frequentare la Ca' Verde dopo la chiusura dell'ala vecchia.