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13/07/2021

Centrodestra in ordine sparso tra infrastrutture e giustizia

La Repubblica - Matteo Macor

Il meeting dei giovani industriali
Più che unito, in ordine sparso. È un centrodestra ancora in cerca di equilibri certi, tra posizioni da avvicinare e scelte tutte da fare nonostante il favore dei sondaggi, quello che ieri si è ritrovato a Genova riunito in modalità "diffusa" tra i Magazzini del Cotone, in occasione del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, e (in parte) largo XII Ottobre, dove i gazebo della Lega per tutto il giorno hanno raccolto firme per i referendum abrogativi in tema Giustizia.
● a pagina 4 Più che unito, in ordine sparso. È un centrodestra ancora in cerca di equilibri certi, tra posizioni da avvicinare e scelte tutte da fare nonostante il favore dei sondaggi, quello che ieri si è ritrovato a Genova riunito in modalità "diffusa" tra i Magazzini del Cotone, in occasione del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, e (in parte) largo XII Ottobre, dove i gazebo della Lega per tutto il giorno hanno raccolto firme per i referendum abrogativi in tema Giustizia. Conclusa (a fatica) la discussione nazionale sui candidati sindaco comuni in vista delle Amministrative dell'autunno, in corso il dibattito sulla proposta del varo di una "federazione" unica, a destra per raccontare il momento basterebbe dare un'idea della scaletta del grande evento dei giovani imprenditori, appuntamento che politico non è, ma di politico (spesso) dice molto. Matteo Salvini che interviene intorno alle 11 e poi fila via, Giorgia Meloni che parla due ore dopo, Antonio Tajani ancora più lontano, a pomeriggio inoltrato, e Giovanni Toti neanche presente. Per un incidente di percorso, di fatto, un invito mancato da parte di Confindustria in qualche modo già rientrato, che però - indirettamente - pare dire molto sul ruolo del governatore ligure all'interno del fronte. Uno spazio riconosciuto, ma tutto da conquistare.
Di carattere nazionale platea e relatori (tra i politici in scaletta ci sono il segretario dem Enrico Letta, la ministra di Iv Elena Bonetti, i collegamenti di Matteo Renzi e Giuseppe Conte), soprattutto nazionali i temi sul tavolo, del convegno dei Giovani imprenditori a colpire è del resto, da subito, l'assenza - Toti per primo dei rappresentanti delle istituzioni locali. Che avevano da subito concesso il patrocinio alla manifestazione, ma mai ricevuto l'invito a salire sul palco. Un trattamento motivato (l'invito a intervenire per tradizione viene posto ai leader solo dei primi sei gruppi parlamentari), ma che nel corso del fine settimana ha creato un piccolo caso diplomatico. Portando Toti a minacciare di ritirare contributi e patrocini, il sindaco Marco Bucci a declinare l'invito in sala per dovere di "scuderia", il presidente di Confindustria Carlo Bonomi a correre ai ripari con una visita negli uffici del governatore, relativa conferenza stampa congiunta, pure un particolare slancio nel rilanciare la questione infrastrutture liguri.
«Questa è una regione che anche con il nuovo ponte non ha ancora risolto i problemi di gap infrastrutturale - sarà il messaggio di giornata di Bonomi - Si stanno facendo investimenti importanti sul porto ma è altrettanto necessario fare le infrastrutture necessarie alla mobilità, auspico l'intervento dello Stato per realizzarle». Mentre Salvini sfrutta il palco del convegno al Porto Antico per dare fiato alle tante campagne in corso in quota Lega, per prime quelle più gradite alla platea («Il modello Genova dimostra serve adottare il codice degli appalti europeo, non quello italiano, molto meno snello: in Europa giusto esserci ma andiamoci a testa alta, evitando tasse che fanno male al paese», dice e strappa l'applauso), Toti lo aspetta così al gazebo del centro città. È qui, dopo le tensioni post Regionali e le incomprensioni più recenti, che si sancisce in qualche modo la pace tra il leader leghista e il governatore ligure. Toti firma al gazebo della Lega e promette sostegno alle proposte leghiste in tema Giustizia («Stiamo lavorando per portare in Consiglio regionale il referendum», anticipa). Salvini fa il suo endorsement a Coraggio Italia, la nuova avventura nascente di Toti («mi piace, ci può solo far vincere»). E la frecciata, così, in questi giorni di dibattito insistente sull'unità del centrodestra, va così senza fare nomi all'alleato più scomodo (e lanciato) del momento, Fratelli d'Italia. «Facile stare fuori e contestare, - risponde Salvini a chi gli chiede della partecipazione leghista al governo Draghi - Noi abbiamo scelto di stare dove si decide, anche se è più difficile». -©RIPRODUZIONE RISERVATAI temi Il nuovo corso di Confindustria 1 2
"Dobbiamo iniziare a ragionare per il nostro scalo in termini di squadra, comunione e sintesi usando i fondi del Pnrr per la cantieristica innovativa" "I finanziamenti che stanno arrivando a supporto dei tanti investimenti previsti per Genova, ci metteranno a pari livello sul piano infrastrutturale" "Le priorità per le imprese del nostro territorio? Le necessità che ci impongono il momento sono prima di tutto velocità e competenza"

Foto: kRapporti altalenanti Quyelli tra Matteo Salvini leader della Lega e il presidente Giovanni Toti