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30/01/2021

Centrodestra diviso sul governissimo Ora a minacciare lo strappo è Meloni

La Stampa - AMEDEO LA MATTINA

CRISI DI GOVERNO
La leader di FdI irritata dai dubbi di Salvini: "Se è così, al Colle ognuno parlerà per sé" Stamane il vertice decisivo. Il leader leghista: sono i giornali a mettere zizzania
ROMA Oggi pomeriggio potrebbe succedere che il centrodestra si presenti in ordine sparso al Colle per le consultazioni. Tutto dipende dal vertice dei leader che si riunirà in mattinata. Giorgia Meloni vuole capire se parleranno con una sola voce, se tutti diranno la stessa cosa ovvero che la strada maestra sono le elezioni, senza subordinate. È ovvio che davanti al capo dello Stato nessuno parlerà di governissimi ma quello che innervosisce FdI è che appena usciti dal Quirinale ricominci il festival delle dichiarazioni divergenti. Con Toti disponibile ad alleanze larghe, Berlusconi pronto a verificare se Pd e M5S sono aperti a un governo «rappresentativo del Paese». Che il Cavaliere giocasse su più tavoli era messo in conto, anche la posizione del gruppo Idea-Cambiamo era nota. Ad irritare la leader di FdI sono state soprattutto le parole di Salvini. Il capo leghista in diverse occasioni ha lasciato aperto uno spiraglio. Certo, il voto in prima battuta, poi un governo di centrodestra con l'apporto di parlamentari responsabili che, anziché andare verso Conte, si convertano al sovranismo. Salvini ha però detto altro e lo ha detto pure al senatore Luigi Vitali per convincerlo a tornare all'ovile: di essere disponibile a discutere con tutti se si affrontano i temi della pace fiscale, della giustizia, della burocrazia, codice degli appalti. «Salvini - ha raccontato Vitali - mi ha spiegato di avere detto una cosa un po' diversa dal chiedere le elezioni anticipate...». Ecco, a che gioco sta giocando Matteo? Se lo sono chiesti ieri sera i Fratelli d'Italia in una direzione piena di sospetti. Non sono sfuggite le indiscrezioni secondo cui Berlusconi sarebbe pronto a sostenere un governo istituzionale guidato da una figura superpartes indicata da Mattarella. In quel caso il Cavaliere vorrebbe con sé la Lega e se FdI dovesse sfilarsi, pazienza. È ovvio che tutto questo non faccia piacere alla Meloni, che all'unità del centrodestra tiene davvero (la coalizione unita vincerebbe le elezioni contro qualunque alleanza avversaria, almeno secondo i sondaggi di oggi), ma che non si fa spaventare dall'idea di rimanere sola all'opposizione per i prossimi due anni: potrebbe capitalizzare il consenso necessario a superare la Lega. Il chiarimento ci sarà stamane. Salvini ha fatto sapere che le interpretazioni dei giornali servono a mettere «zizzania» nel centrodestra. Ma le sue parole pubbliche un margine di ambiguità continuano a lasciarlo. «Quelli che parlano di governi di salvezza nazionale, spesso pensano alla salvezza della propria poltrone. O c'è un governo serio o io con Zingaretti, Renzi e Di Maio non so cosa dovrei fare. Meglio un governo di centrodestra». Il problema è che per Meloni anche questa storia del governo del centrodestra è campata in aria perché non ha i voti. «Per FdI le elezioni sono lo sbocco naturale di questa crisi. Il voto non è uno slogan o un capriccio o una prova di scarsa maturità politica: l'Italia - dice Meloni - può affrontare i problemi che si troverà di fronte solo con un governo che abbia una visione chiara, numeri importanti in Parlamento e un chiaro mandato popolare. Requisiti che non ci sono». A scanso di equivoci, in mancanza di questi requisiti FdI «starà all'opposizione di qualsiasi governo sostenuto dalle forze dell'attuale maggioranza». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: LAPRESSE


Foto: Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia