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15/03/2018

Centro sportivo spa e museo Il progetto Hellas riparte a Palazzo

Corriere di Verona

Primo esame in Comune
Il nuovo centro sportivo dell'Hellas Verona riparte da Palazzo Barbieri. Ieri, in commissione, sono state illustrate dall'assessore Filippo Rando e soprattutto dal dirigente del settore Sport, Giorgio Zanata, le linee di fondo del progetto Lugagnano, che era stato depositato in Comune dall'Hellas nell'ottobre scorso. In sintesi, la società presieduta da Maurizio Setti propone la ristrutturazione della grande area attorno al Forte. L'edificio, che ha vincoli storico-architettonici rigidissimi, verrebbe mantenuto a destinazione museale, ospitando il museo della storia dell'Hellas (e su questo la Sovrintendenza avrebbe dato un ok di massima, anche se il parere ufficiale potrà essere dato solo dopo la presentazione del progetto definitivo). La società guidata da Maurizio Setti realizzerebbe 11 campi di football, due o tre dei quali sarebbero dati in uso al Comune. Nella grande esterna al Forte verrebbero poi realizzati «ad uso pubblico» (ma a pagamento), 4 campi di calcio a 8, 4 di calcio a 5, 3 campi da tennis, 6 campi di paddle, un edificio polifunzionale per basket, pallavolo e calcetto, un parcheggio da 190 posti auto e, ultimo ma non certo meno importante, una grande club-house con Spa (centro benessere) su 4 mila metri quadri, pari a circa una quarantina di appartamenti. Alla riunione non era stato invitato l'Hellas, e questo è stato oggetto di diverse critiche. Anche perché, a quanto è dato sapere, il progetto presentato in ottobre avrebbe già subito modifiche da parte della società. Il presidente Maurizio Setti, il 14 gennaio aveva spiegato che il nuovo Centro è «per noi la cosa primaria, la cosa più importante. Noi abbiamo avuto con la vecchia amministrazione un percorso dettato da loro, - aveva aggiunto Setti - che non ha portato a niente, ma in dicembre abbiamo portato tutta la documentazione e siamo in attesa di sapere da loro il come, il perché e il quando». Per il progetto, la società si era affidata all'architetto Gino Zavanella, che ha formato tra l'altro anche lo Juventus Stadio. Di qui la prima riunione di ieri, peraltro solo introduttiva. L'ex assessore allo Sport, Alberto Bozza, ha spiegato che la discussione, con la vecchia giunta, si era fermata dopo la richiesta dell'Hellas di poter usufruire della nuova legge per la costruzione di nuovi stadi (con semplificazioni nella normativa sugli appalti). Carla Padovani (Pd) ha detto che occorre parlare di viabilità, visto che la zona è vicina al già intasato quartiere di San Massimo. Mentre per Michele Bertucco (Sinistra e Verona in Comune) «il tono a dir poco dimesso della commissione l'inconsistenza del progetto». Tornando all'Hellas, la società ha iniziato a lavorare al progetto fin dal 2012, quando Setti acquisì il pacchetto azionario di maggioranza. Lo stesso Setti ha spiegato nei giorni scorsi al nostro giornale che nel dicembre 2015 il presidente dello Spezia, Gabriele Volpi, gli «sottopose un grande progetto: fare un nuovo stadio con annesso centro sportivo nella zona della Cava Biondani. Roba da 300 milioni - aveva aggiunto Setti - e con lui, a guardare le carte, c'era Giampiero Fiorani. Ma a gennaio 2016 Volpi sparì, più sentito. A quel punto - ha detto Setti - mi sono trovato in difficoltà: c'erano investimenti da fare insieme ed è saltato tutto». Lillo Aldegheri

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