scarica l'app
MENU
Chiudi
14/10/2020

Centro scommesse, la causa arriva alla Corte europea

QN - Il Resto del Carlino

Il tribunale di Ascoli in composizione monocratica lo scorso 29 settembre, a scioglimento della riserva, ha disposto il rinvio degli atti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea relativi alla causa che riguarda il titolare di un centro scommesse collegato ad una società estera, imputato del reato di esercizio abusivo della raccolta scommesse. Il giudice Barbara Pomponi ha in tale senso accolto la richiesta della difesa dell'imputato rappresentato in giudizio dall'avvocato Vittorio Palamenghi del Foro di Roma. La normativa nazionale della raccolta scommesse è stata più volte oggetto di analisi della Corte Europea che, con le note sentenze Gambelli, Biasci, Placanica, Costa Cifone e Laezza, ha censurato i diversi bandi di gara nazionali, per evidente contrasto con i dettami comunitari. Questa volta l'autorità giurisdizionale comunitaria dovrà però pronunciarsi sulla nuova questione della legittimità comunitaria della proroga delle concessioni. Il Governo, infatti, dal giugno 2016, mese in cui è scaduto l'ultimo bando, anziché provvedere all'indizione della nuova gara ha di fatto prorogato le concessioni oramai scadute. L'avvocato Palamenghi, anche attraverso diverse memorie difensive, ha sottolineato come tale strumento palesi una dubbia compatibilità con i principi di libertà di stabilimento, di prestazione di servizi e di tutela della concorrenza; al riguardo ha anche evidenziato l'assoluta necessità di una pronuncia comunitaria, tale da dirimere ogni eventuale dubbio. Il giudice del tribunale di Ascoli Pomponi, nel condividere tale ampia ed esaustiva ricostruzione, ha quindi rimesso la questione alla Corte di Giustizia Europea. Al giudice comunitario si chiede di stabilire «se i principi della libertà di stabilimento, di non discriminazione e di tutela della concorrenza, di cui agli articoli 49, 56 e 106 TFUE, nonché il canone di ragionevolezza in essi racchiuso, ostino ad una normativa nazionale che, per effetto di disposizioni avente valore di legge, determinano annualmente la proroga delle vecchie concessioni e degli altri diritti di raccolta rilasciate con bandi di gara o con procedure di sanatoria (senza gara), la cui scadenza naturale era già stata fissata per il 30 giugno 2016». Già in passato il tribunale di Ascoli, ha rinviato gli atti alla Corte di Giustizia, sempre in materia di raccolta scommesse, per la quale l'autorità comunitaria si pronunciò con la nota sentenza Gambelli. Nel giro di due anni la Corte dovrebbe pronunciarsi sul punto.