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05/08/2020

Centro Covid padovano a Napoli: c’è un’inchiesta

Il Gazzettino

In Campania 3 indagati per l'appalto vinto dalla società Med di Maserà
IL CASO
MASERÁ Erano partiti all'alba del 6 aprile da Maserà per arrivare, tra gli applausi dei cittadini affacciati ai balconi, all'ospedale del Mare di Napoli. Dentro quei 57 tir c'erano i prefabbricati per costruire a tempo di record il nuovo Covid Center voluto dalla Regione Campania: 72 posti di terapia intensiva per affrontare un'emergenza nazionale che proprio in quei giorni stava vivendo la fase più drammatica. Quattro mesi dopo la sanità campana si trova travolta da un'inchiesta per turbativa d'asta e frode in pubbliche forniture legata all'appalto vinto dalla società Med di Maserà, Manufacturing Engineering e Development esperta in progettazione e installazione di sale operatorie e reparti specialistici. Una vera eccellenza padovana riconosciuta a livello nazionale. I carabinieri si sono presentati nella sede di viale delle Olimpiadi a Maserà per acquisire carte e altre informazioni, ma i vertici della società non risultano indagati. Sotto inchiesta dall'altro ieri c'è il manager dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva. Da ieri risultano indagati pure il consigliere regionale della Campania Luca Cascone e il presidente della Soresa (centrale per gli acquisti in sanità della Regione) Corrado Cuccurullo.
LE IPOTESI DI REATO
L'obiettivo della magistratura napoletana è fare luce sul maxi appalto da 18 milioni di euro necessario per la realizzazione del tanto agognato e sbandierato Covid Center in Campania. Un intervento urgente per potenziare le strutture sanitarie, dettato dalla paura che gli ospedali esistenti non potessero reggere un'onda d'urto fortissima. Ciò che stava succedendo al nord, soprattutto in Lombardia, faceva paura.
La Procura di Napoli, con il pm Mariella Di Mauro e il procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, ha acceso i riflettori sulle decisioni prese a metà marzo. Al centro dell'inchiesta c'è la procedura di gara per creare il nuovo polo anti-Covid di Napoli (ospedale del Mare) ma anche nuovi ospedali a Salerno e Caserta (due strutture mai entrate realmente in funzione).
LE VERIFICHE
L'avvio dell'inchiesta poggia sui dubbi avanzati da alcuni imprenditori nel campo delle forniture sanitarie. I magistrati vogliono fare luce sui requisiti richiesti dal bando per il Covid Center, ritenuti troppo selettivi e quindi in grado di beneficiare una sola azienda rendendo impossibile ogni altra forma di concorrenza. Al centro delle verifiche c'è anche la mancanza di ventilatori nella fornitura messa in campo dalla ditta che si è aggiudicata l'appalto principale, la Med di Maserà appunto. La Procura di Napoli dovrà appurare se c'è stata un'inadempienza da parte dell'azienda padovana e se la centrale acquisti regionale, Soresa, abbia messo in campo tutti gli strumenti utili per sanzionare la ditta a tutela delle casse campane. Il consigliere regionale Cascone risulta indagato come possibile mediatore tra ditte fornitrici e la centrale acquisti Soresa. Sul sito internet dell'azienda di Maserà, intanto, la fornitura all'Ulss campana viene evidenziata con orgoglio: «Tecnologia innovativa adottata per realizzare in tempi rapidissimi tre nuovi reparti di terapia intensiva anti Covid».
Gabriele Pipia
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