scarica l'app
MENU
Chiudi
02/07/2020

Centri estivi a metà per i ragazzi disabili

QN - La Nazione

di Silvia Bini PRATO Sono ragazzi speciali con bisogni speciali. Ma per loro e per le loro famiglie la normalità spesso si complica e così può succedere che partecipare ad un centro estivo diventi un'impresa. Sì, perché per i disabili non valgono le regole che valgono per tutti. Ad esempio i ragazzi con handicap che vogliono frequentare i campi estivi sono costretti, in molti casi, a farsi accompagnare dal proprio educatore perché molte associazioni non forniscono loro il personale, che invece deve essere trovato, assunto e pagato dalla famiglia. Una regola consentita dal bando del Comune, ma che stride con il buonsenso e il concetto di servizio. Perché nel momento in cui i genitori di un figlio disabile decidono di iscriverlo ad un campo estivo, si aspetterebbero di pagare una retta per ottenere il servizio al quale si stanno rivolgendo e quindi trovare un educatore a disposizione per il proprio figlio. Purtroppo non è così e in molti casi la famiglia deve mettersi da sola alla ricerca (non facile) di un operatore. La domanda che alcune famiglie pongono, rivolgendosi al nostro giornale, non è quindi così banale: «A cosa serve l'iscrizione a un centro estivo se poi l'operatore dobbiamo trovarcelo da soli?». Non tutte le associazioni comunque si comportano alla stessa maniera. «Noi accogliamo ragazzi disabili, in questo momento ne abbiamo 14 e forniamo loro gli educatori», racconta ad esempio Beatrice Becheri del Cgfs. «Quest'anno comunque è tutto davvero particolare, gli educatori scarseggiano e alcune famiglie con figli disabili in questo momento sono in lista di attesa». Stesso copione all'associazione Suellen: «Abbiamo sempre accolto ragazzi con disabilità. Per loro è previsto il rapporto di uno a uno, a fornire il personale ci pensiamo noi», spiega Lucia Del Bigallo. «Ovviamente accettiamo iscrizioni in base alla disponibilità che abbiamo. Chi frequenta i nostri campi estivi non deve avere certo l'incombenza di cercare anche le figure professionali che seguono i ragazzi». «Abbiamo alcuni educatori specializzati per bambini con disabilità, ma quest'anno le richieste sono state tantissime. Accogliamo ragazzi con handicap, ma non avendo più personale devono essere le famiglie a trovare l'operatore da affiancare al figlio», racconta Federica Pasciuti di Cavalli e Carrozze. Dal Comune confermano il problema: «Ad organizzare i centri estivi in molti casi sono associazioni che non hanno grandi strutture e quindi molto personale a disposizione», spiega Valentina Sardi, responsabile del servizio sociale del Comune. «In caso di disabilità grave serve un operatore dedicato al ragazzo e non è così raro che i gestori chiedano alle famiglie di trovare loro stessi l'operatore». Il Comune comunque finanzia le spese che i genitori devono sostenere: «Quest'anno è stata raddoppiata la cifra a disposizione dei ragazzi con disabilità gravi, si tratta di un contributo che va da 800 a un massimo di 1500 euro: a disposizione ci sono 100.000 euro. Il bando è scaduto e da una prima analisi le domande, che hanno i requisiti saranno tutte finanziate. Chi ha necessità inoltre può chiedere un anticipo fino al 70% del contributo previsto. Il Comune mette a disposizione fondi per i ragazzi disabili, e le famiglie con questi soldi possono pagare un operatore. Ma non è obbligatoria l'iscrizione al campo estivo. È un bando che va nella direzione di agevolare le famiglie con figli disabili e fornire loro un servizio». © RIPRODUZIONE RISERVATA