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09/08/2019

Centri analisi, l’appalto nelle mani dell’Anac

La Gazzetta Del Mezzogiorno

SANITÀ LE STRATEGIE DELLA REGIONE 18 LOTTI PER CINQUE ANNI PIÙ UNO I quattro precedenti tentativi sono stati sempre annullati. Il dg Sanguedolce «Faremo così tutte le volte che servirà»
Gara da 82 milioni: l'Asl Bari affida le verifiche all'Anticorruzione
l BARI. I quattro tentativi precedenti sono tutti e quattro naufragati per difficoltà pratiche e normative. Dopo quattro anni, la Asl di Bari prova per la quinta volta a lanciare l'appalto per l'affidamento della diagnostica di laboratorio, una maxigara da 82 milioni di euro per cinque anni più uno di proroga. La novità è che, stavolta, la procedura verrà supervisionata dall'Anac. Ieri mattina il direttore generale della Asl, Antonio Sanguedolce, ha firmato un protocollo di «vigilanza collaborativa» con l'Autorità anticorruzione, che effettuerà una supervisione degli atti a partire proprio dal bando di gara. La procedura è particolarmente complessa perché i 18 lotti in gara non riguardano solo la fornitura dei reagenti, quanto soprattutto il modello organizzativo del servizio della nuova rete di laboratori della Asl: ciascun punto della rete dovrà garantire l'effettuazione di un certo numero di prestazioni entro una determinata ora. A febbraio, la Asl ha lanciato una consultazione pubblica di mercato (uno strumento previsto dal codice degli appalti) per chiedere «suggerimenti» alle aziende di settore, cui è stato sottoposto un questionario relativo ai principali elementi di gara: è proprio sulla base di queste indicazioni che verrà predisposto il bando, in uscita dopo l'estate. Oggi la situazione della diagnostica di laboratorio, a livello regionale, è a macchia di leopardo. Il servizio è affidato in proroga quasi ovunque, in alcuni casi sulla base di gare svolte più di un decennio fa. Anche per questo la procedura di appalto della Asl Bari potrebbe essere utilizzata, in estensione, anche da altre aziende sanitarie tra cui ad esempio quella di Brindisi. Il protocollo firmato ieri prevede che sia l'Anac a verificare tutti i documenti a base di gara, dal bando alle lettere di invito fino agli schemi di contratto, all'elenco dei partecipanti e ai provvedimenti di ammissione, esclusione e aggiudicazione. In ogni caso dubbio di applicazione delle normative sugli appalti, la Asl potrà chiedere un parere all'Anticorruzione fermo restando che le decisioni spettano all'azienda sanitaria. Nei contratti di appalto verrà poi inserita una clausola che ne imporrà la rescissione in caso di rinvio a giudizio o di misura cautelare a carico dei titolari o degli amministratori delle imprese per reati contro la pubblica amministrazione. È la prima volta che una Asl pugliese utilizza lo strumento della vigilanza collaborativa, prevista dal codice degli appalti per procedure di particolare importanza. «In questo caso - spiega il dg Sanguedolce - stiamo parlando di una gara di enorme impatto economico, con importanti competitor cui vogliamo garantire la massima trasparenza. L'obiettivo è anche di limitare i conflitti e, dunque, di velocizzare le procedure di gara. Utilizzeremo questo approccio in tutti i casi in cui ci renderemo conto della necessità di condividere gli atti con Anac». Gli appalti della sanità sono un punto particolarmente delicato, soprattutto per quelli maggiori. Ne è un esempio (negativo) la maxigara per le mense degli ospedali, affidata a InnovaPuglia e mai partita costringendo le Asl a bandire procedure ponte. Anche quelle, però, sono state sospese dopo un incontro in Regione tra il capo dipartimento Vito Montanaro e i sindacati, che hanno chiesto garanzie sulla conservazione dei livelli occupazionali non essendo più possibile inserire nei bandi la cosiddetta clausola sociale. [m.sc.]

Foto: IN PROROGA Le gare per i laboratori di analisi sono ferme da anni