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10/08/2021

Cento commissari per 100 miliardi Il governo sblocca le infrastrutture

Libero - SANDRO IACOMETTI

Tanti saluti al codice degli appalti
Per far andare avanti le opere urgenti il ministro Giovannini continua a nominare funzionari dotati di poteri speciali. Così possono aprire altri 45 cantieri tra strade, ferrovie, metropolitane e caserme
■ Che il codice degli appalti non fosse proprio un toccasana per la realizzazione delle infrastrutture lo sospettavamo in molti. Ora ne abbiamo la certezza. Mario Draghi ha cercato, con il decreto semplificazioni, di smussare gli angoli, di oliare qualche giuntura e stringere un po' di viti. Ma alla fine, per far partire i cantieri servono i commissari e il loro potere, seppur non assoluto come quello che abbiamo visto per la ricostruzione del Ponte di Genova, di derogare alla legge. È per questo che giovedì scorso il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili ne ha nominati altri 20 per sbloccare altre 45 opere che, come ha spiegato Enrico Giovannini, erano ferme da tempo. L'intervento "velocizzatore" riguarda un consistente pacchetto di infrastrutture sparpagliato per il Paese. Oggetto dei Dpcm firmati giovedì dal premier Draghi sono 18 interventi relativi alle infrastrutture stradali per un valore di 4,2 miliardi di euro, 15 infrastrutture ferroviarie per 6,9 miliardi di euro, 2 interventi per il trasporto rapido di massa per 1,8 miliardi di euro e 10 presidi di pubblica sicurezza per un valore di 0,596 miliardi di euro. Dal punto di vista dell'area territoriale su cui incidono le opere, le risorse sono così ripartite: per le strade 1,6 miliardi al Nord, 0,45 miliardi al Centro e 2,2 miliardi al Sud. Per le Ferrovie 5,4 miliardi al Nord, 1,1 miliardi al Centro e 0,45 al Sud. Per il trasporto rapido di massa 0,71 miliardi al Centro e 1,1 al Sud. Per i presidi di pubblica sicurezza, infine, al Nord vanno 0,07 miliardi, al Centro 0,15 miliardi e al Sud 0,37 miliardi. COMPLESSITÀ PROGETTUALE Le opere commissariate, spiega il governo, «sono caratterizzate da particolare complessità progettuale, difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero esse hanno un forte impatto sul tessuto socioeconomico a livello nazionale, regionale o locale». Per la loro realizzazione o completamento si rende quindi necessaria, proseguono da Palazzo Chigi, la nomina di uno o più commissari straordinari, figure di alta professionalità tecnico- amministrativa, dotati di poteri derogatori al Codice degli appalti, ma sempre nel rispetto delle norme di sicurezza e di tutela dell'ambiente e del paesaggio». Insomma, come dice la parola stessa, si tratterebbe di situazioni straordinarie. Eppure, da quando è arrivato Giovannini non fa che nominare commissari. Una scorciatoia che, a dire il vero, aveva già intravisto, l'ex premier Giuseppe Conte, che un anno fa aveva dato il via alla girandola dei delegati speciali per le opere. Fatto sta che il drappello di funzionari è diventato in breve tempo un esercito. Sommando le 57 opere già commissariate con i Dpcm del 16 aprile scorso, gli interventi per i quali si è ritenuto di nominare i commissari sono in totale 102, per un valore di investimento complessivo di circa 96 miliardi di euro. Complessivamente, gli investimenti oggetto dei diversi commissariamenti approvati quest'anno sono così distribuiti per area territoriale: al Nord 28 opere per 28,7 miliardi di euro (30% del totale), al Centro 29 opere per 27,1 miliardi di euro (28%), al Sud 45 opere per 40,3 miliardi di euro (42%). DISUGUAGLIANZE Giovannini invita a rivolgere lo sguardo verso Sud. «L'impegno per il recupero delle disuguaglianze territoriali a favore del Mezzogiorno, ha spiegato il ministro - che ha caratterizzato le scelte poste alla base del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Fondo complementare (con una quota del 56% degli investimenti di competenza del Ministero a favore del Sud e delle Isole) appare estremamente evidente anche in questo caso». Ma quello che balza agli occhi è che il governo quando si tratta di fare le cose sul serio ha dovuto trovare il modo di bypassare il groviglio di norme contenuto nel Codice degli appalti. Qualche tempo fa l'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, abituato a dire quello che pensa senza troppi problemi, si è chiesto: «Ma se tutte le opere si devono fare con i commissari perché la legge è troppo farraginosa, perché non si cambia la legge?». Affermazione di buon senso, se non fossimo in Italia, dove ogni passo che si fa deve essere autorizzato dalla magistratura e da chi ne sostiene le ragioni. Ricordate il polverone scoppiato durante la discussione del dl semplificazioni per un paio di modifiche, peraltro chieste dall'Europa, al Codice? Apriti cielo, si spiana la strada alla mafia, si fa il gioco dei corruttori, si danno gli appalti in mano ai criminali. Massì teniamocelo pure il Codice che ci difende dall'illegalità e ci protegge dai farabutti. Tanto a far andare avanti il Paese ci pensano i commissari. «Sono certo», ha detto Giovannini, «che si impegneranno al massimo per realizzare le opere nei tempi previsti dai cronoprogrammi, ponendo particolare attenzione all'innovazione, alla sostenibilità ambientale, al dialogo coi territori e alla sicurezza dei lavoratori». Se ha ragione, siamo a cavallo.

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Partono i cantieri

96 miliardi

102

LE ULTIME 45 OPERE APPROVATE Cifre in euro 1,6 mld 18 2 STRADE 0,45 mld 2,2 mld Nord Centro Sud 5,4 mld FERROVIE Interventi relativi alle infrastrutture stradali Valore: 1,1 mld 0,45 mld 4,2 miliardi di euro Interventi relativi agli interventi per il trasporto rapido di massa Valore: 1,8 miliardi di euro IL TOTALE DELLE OPERE COMMISSARIATE TRASPORTO RAPIDO DI MASSA - 15 10 0,71 mld 1,1 mld PRESIDI DI PUBBLICA SICUREZZA 0,07 mld 0,15 mld 0,37 mld Interventi relativi alle infrastrutture ferroviarie Valore: 6,9 miliardi di euro Interventi relativi ai presidi di pubblica sicurezza Valore: 0,596 miliardi di euro IL VALORE COMPLESSIVO