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01/08/2018

Cefil, atto d’amore da 2,6 milioni di euro

Il Gazzettino

MAXI-PROGETTO
ROVIGO Per 2,6 milioni di euro l'area del Maddalena, ovvero il parco da 34mila metri quadrati e l'ex struttura ospedaliera, diventerà di proprietà del Comune di Rovigo. Il bando di riqualificazione delle periferie urbane ora dovrebbe definitivamente approvare il progetto presentato dal Comune di Rovigo, questa volta con il mostro al centro di tutta la riqualificazione del quartiere Commenda, e di conseguenza arriveranno i 13,5 milioni di euro che ormai sembravano persi definitivamente.
GESTO D'AMORE
Sembra sia davvero stato l'amore per la città, come recitava la nota stampa diffusa dall'ufficio di gabinetto del sindaco lunedì, a far cambiare idea a Pierluigi Filon, rappresentante legale di Cefil, firmando quell'accordo che a maggio si rifiutò di accettare. Il progetto di riqualificazione dell'ex ospedale Maddalena e del circostante quartiere della Commenda può davvero diventare realtà, qualora non sorgano nuovi imprevisti, magari proprio dalla commissione romana della Presidenza del Consiglio dei Ministri che si occupa del bando statale.
TRE ANNI DI CANTIERI
La Commenda, il quartiere più popoloso di tutta la città, in appena tre anni dall'apertura del cantiere tornerà così a splendere. Saranno rinnovati 4,4 chilometri di strada e 8,2 chilometri di marciapiedi. Le vie interessate sono via Fizzi, via Malipiero, via Bonifacio, via Riccoboni, via Monti, via Frassinella, via Europa, viale Gramsci, via Alfieri, via Benvenuto Tisi da Garofalo e piazzale Palatucci. Al di sotto dell'asfalto saranno posate nuove fognature e i cablaggi per banda larga e videosorveglianza.
LAMPIONI HI-TECH
L'illuminazione diventerà completamente a led, con l'installazione di 94 punti luce tecnologici che potrebbero accogliere anche un sistema di videosorveglianza. L'attenzione si è focalizzata sulle strade in cui si trovano i plessi scolastici, tra cui il futuro liceo classico, e gli impianti sportivi. Oltre a tutto questo, il Maddalena tornerà ad essere un cuore pulsante della città: i 12 mila metri quadri per ognuno dei suoi quattro piani dovrebbero ospitare uffici vari, come i Servizi Sociali del Comune e gli archivi comunali.
CITTADELLA DI SERVIZI
Questo trasloco, tra l'altro, comporterebbe anche un risparmio medio all'anno di 100 mila euro di affitti, tra gli uffici in viale Trieste (dove si trova il Sociale) e all'Interporto (per l'archivio cartaceo). Solo una parte dell'ex ospedale rimarrà grezza, probabilmente l'ultimo piano in cui si troveranno i pannelli fotovoltaici e le terrazze panoramiche. Il parco, in cui si trovano anche piante secolari tutelate dalla Sovraintendenza dei Beni Culturali, tornerà aperto al pubblico nella sua interezza.
«È un tema importante per la città spiega il sindaco Massimo Bergamin quello è molto più di un buco nero della città, perché tiene impegnate da tempo le forze dell'ordine. Oggi (ieri per chi legge, ndr) la giunta si è riunita e abbiamo dovuto fare tutto velocemente perché la sottoscrizione dei privati è arrivata solo lunedì mattina. Ora si svolgerà il consiglio comunale, per cui si andrà ad approvare il progetto definitivo da presentare a Roma. Abbiamo acquisito tutta l'area per 2,6 milioni di euro, libero da persone e vincoli. Andremo a riqualificare e a restituire alla città un parco dove quotidianamente si recano tante persone, ma che oggi vedono quell'orribile rete arancione che separa una parte importante del parco».
LAVORO DI SQUADRA
Il sindaco Bergamin e il suo vice Andrea Bimbatti hanno lavorato per mesi per trovare una soluzione che mettesse fine alla diatriba nata lo scorso maggio con Cefil, uno dei due proprietari del Maddalena insieme a Reale Mario Srl. Con l'arrivo di Bimbatti la trattativa ha subìto un'improvvisa accelerata e l'amministrazione è riuscita a portare un risultato che in molti ormai davano per irrealizzabile. L'impresa edile, infatti, pare abbia deciso negli ultimi giorni di tornare sui propri passi e di accettare la cessione dell'area in Commenda che mesi fa aveva definito irricevibile, andando così a risolvere le posizioni pendenti bancarie che aveva in sospeso e donando alla città per amore il tassello fondamentale per sanare un quartiere da troppo tempo abbandonato a sé stesso.
Alberto Lucchin

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