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02/07/2021

C’è preoccupazione tra i lavoratori di Clara «Il futuro è a rischio»

La Nuova Ferrara - Alessandro Bassi

Ieri sciopero e presidio contro le scelte unilaterali dell'azienda Appalti, mancato accreditamento e sicurezza i temi in gioco copparo
COPPARO. Ieri, per tutta la giornata, i lavoratori dei settori ambiente, energia e gas sono stati chiamati dalle organizzazioni sindacali allo sciopero contro l'adozione di un articolo del codice degli appalti, il 177, che mette in pericolo migliaia di posti di lavoro.I lavoratori di Clara, erano quindi in presidio davanti alla sede centrale di Copparo, dove hanno espresso preoccupazione per la situazione e le scelte aziendali, oltre che contrarietà all'articolo di legge. Una cinquantina di persone (con adesione allo sciopero molto rilevante) si sono ritrovate all'entrata di Clara e sono rimaste, senza particolari problemi e con tranquilla civiltà, nella stretta via della sede. Durante la manifestazione c'è stato l'intervento dei sindacati, presenti con Fabio Artosi (Fp-Cgil), Massimiliano Vicentini (Fit-Cisl) e Claudio Minarelli (Uil), che poi hanno spiegato alla stampa la situazione, insieme al delegato sindacale di Clara Sandrino Zambonati. Si è partiti dall'articolo 177 che, per i sindacati, obbliga l'impresa concessionaria a esternalizzare all'80% tutte le attività coperte dalla concessione, anche nel caso in cui le stesse siano svolte direttamente dal proprio personale, scomponendo e "smontando" un servizio essenziale e fondamentale per la comunità, un servizio che nella nostra regione si ritiene normale arrivi fino dentro casa. Una situazione che può provocare tremendi costi economici e sociali. A questo si aggiunge, in relazione a Clara, il fatto che non è ancora arrivato il riconoscimento regionale di accreditamento, che ha valore per 15 anni; la sua assenza renderebbe molto più difficile l'attività, la partecipazione agli appalti e così via. A questo si aggiungono, sempre nel caso di Clara, problemi di una gestione considerata verticistica, con scelte unilaterali e senza risposte alle istanze dei lavoratori, a cui nemmeno viene risposto, con impiego di addetti a tempo determinato che non fanno in tempo a costruirsi una professionalità adeguata e vengono continuamente sostituiti. Ci sono poi evidenti problematiche di manutenzione e quindi di sicurezza per i mezzi impiegati e di conseguenza per gli operatori. Nel complesso, si sostiene, sono a rischio lavoro e futuro per circa 700 famiglie. --Alessandro Bassi© RIPRODUZIONE RISERVATA