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21/07/2020

C’è l’ombra di un ricorso sulla nuova Ztl

La Stampa - LEONARDO DI PACO

Il presidente di Municipia, la società contattata dal Comune per ripensare la viabilità in centro: "E' un progetto molto simile al nostro" LA POLEMICA
Per la sindaca Chiara Appendino è «qualcosa di innovativo, unico in Italia». Per qualcun altro, invece, è «un progetto molto simile al nostro». Lo dice Stefano De Capitani, presidente di Municipia, società del gruppo Engineering contattata dalla Città per pensare la nuova Ztl seguendo il modello "Torino Centro Aperto". Piano poi naufragato dal giorno alla notte a favore del nuovo progetto sperimentale in house con tariffazione a consumo avallato dal ministero dei Trasporti. Una novità, quella sulla nuova zona a traffico limitato a consumo, comunicata all'ultimo dall'amministrazione a commercianti, mezzi d'informazione e alla stessa Municipia. Sino a poche ore prima dall'annuncio la società di digital transformation era infatti convinta di essere parte integrante della costruzione della nuova Ztl. «La cosa importante è che il progetto annunciato dal Comune dovrà avere una caratteristica di unicità e di appartenenza a chi l'ha presentato. Ci aspettiamo che la nuova Ztl sia un progetto significativamente diverso da quello che abbiamo presentato noi. L'installazione di nuove telecamere, anche in uscita, era compresa nel nostro lavoro, così come i sensori. Tutte modifiche che ci aveva espressamente richiesto il Comune». Municipia individua molte similitudini. «Siamo sorpresi. Non è solo il cambio della modalità di tariffazione che può fare la differenza (passando da un ticket di ingresso, come proposto ad una tariffa oraria, ndr) tra due proposte». L'intento di Municipia è attendere la presentazione del progetto vero e proprio da parte Comune. «Aspettiamo gli atti e poi vedremo». Per sintetizzare, questa la posizione del presidente di Municipia: «Se l'amministrazione ha deciso di intraprendere una strada diversa a noi sta benissimo. Non abbiamo nulla a dire e rispettiamo la scelta. Ma se il progetto fosse troppo simile o addirittura identifico, allora dovremo fare qualche ulteriore valutazione». Il lavoro di Municipia con l'amministrazione pentastellata torinese, prosegue De Capitani, «andava avanti da più di un anno ed è stato aggiornato l'ultima volta a dicembre, con modifiche richieste dall'amministrazione». Non dimentichiamoci che il meccanismo del project financing, l'operazione economica scelta in un primo momento dalla Città, è regolato dal codice degli appalti prevede che il proponente proponga il progetto, l'ente lo valuta e se lo ritiene di pubblica utilità bandisce la gara. «A fine 2019 era uscita una delibera positiva di pubblica utilità. Fino al giorno dell'annuncio a mezzo stampa nessuno ci aveva più detto nulla. Che il Comune avesse cambiato idea lo abbiamo appreso un'ora prima in conference call. Si tratta ovviamente di una prassi legittima, soprattutto se l'amministrazione ritiene che certi progetti non siano di pubblica utilità. L'importante è che la Ztl in house sia qualcosa di completamente diverso da quella proposta con la nostra soluzione», conclude il numero uno di Municipia. Dal Comune non è stato possibile ottenere nessun commento. Il tentativo di contattare l'assessora alla Viabilità, Maria Lapietra, è andato a vuoto. -

STEFANO DE CAPITANI PRESIDENTE MUNICIPIA (GRUPPO ENGINEERING)

La Città ha interrotto la collaborazione, a sorpresa, dopo un anno. Valuteremo come comportarci


Foto: La nuova Ztl prevede telecamere in entrata e in uscita per modulare il pagamento