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18/03/2021

C’è il bando, corsa a tre per la nuova società

La Repubblica - Fabio Tartamella

Il Trapani
De Picciotto favorito sulla cordata serba e su quella dell'imprenditore Pillisio ma riprende corpo l'ipotesi di ricominciare rilevando la gestione del Dattilo Tra oggi e domani la pubblicazione del documento che fissa le linee guida
È in dirittura d'arrivo la questione del bando che consentirà al Trapani di ripartire, sapendo quale sarà la nuova proprietà. Fra oggi e domani verrà ufficialmente pubblicato il documento sul quale ci si dovrà basare per diventare proprietari del Trapani che verrà. Un paio di settimane fa lo stesso primo cittadino aveva pubblicato, attraverso una nota, quali sarebbero state le condizioni alle quali avrebbe dovuto sottostare chi intendeva gestire il nuovo club. Requisiti, in realtà, tutt'altro che semplici da rispettare: dal raggiungimento della serie B in quattro anni (va ricordato che il Trapani ripartirà dalla serie D) al controllo del Comune sulla nuova società, con la presenza di un elemento gradito nel nuovo consiglio di amministrazione e la nomina del presidente del Collegio sindacale. Senza trascurare la fideiussione dì un milione e l'obbligatorietà di un azionariato popolare. La presa di posizione del sindaco non è stata gradita dalla città e dai tifosi, che hanno capito come fossero richieste difficilmente rispettabili da chiunque abbia in animo di investire soldi nel calcio a Trapani. Di fatto, si dovrà comprendere proprio dal bando quali di queste condizioni verranno conservate e su quali il Comune offrirà un atteggiamento più morbido. Interessante andare a scorgere chi è rimasto in lizza, almeno teoricamente, per concorrere al bando e aspirare, quindi, a diventare il patron granata.
Dopo la rinuncia dell'imprenditore palermitano Ettore Minore, rimangono in vita tre manifestazioni di interesse, presentate per iscritto a suo tempo: quella della cordata serba di Zoran Popovic, un'altra dell'imprenditore Simone Pillisio e, infine, la proposta molto ambiziosa di René De Picciotto, già in quota proprietario del Lecce. Spetterà al sindaco, poi, decidere quali di queste tre offerte sia ritenuta la più solida e adatta a garantire un futuro al Trapani. La città ha ormai votato per De Picciotto da tempo, anche perché ha apprezzato l'investimento già effettuato in città con l'acquisto del palazzo della Banca d'Italia, che dovrebbe diventare un cuore pulsante nel centro storico, con diverse attività commerciali.
Di sicuro, a questo punto, l'elemento più importante diventa la tempestività. Farà bene Giacomo Tranchida a far presto nella pubblicazione del bando e nella successiva decisione, dato che per organizzare da zero una società sportiva di questo livello è necessaria una gran mole di lavoro. Nelle ultime ore, si sta riaprendo un'ipotesi che sembrava tramontata: la possibilità che il nuovo Trapani possa nascere dalla vendita del Dattilo, attualmente in serie D. Nello scorso mese di novembre si era giunti vicinissimi a un accordo tra la società della piccolissima frazione (situata a circa 10 chilometri da Trapani e con poco più di 600 abitanti) e lo stesso René De Picciotto. Accordo, poi saltato all'ultimo istante, addirittura dopo un brindisi che lo aveva suggellato in un resort di Sciacca. Se dovesse tornare in voga quest'opzione, la questione del bando perderebbe naturalmente interesse, dato che il nuovo Trapani potrebbe nascere dopo un semplice cambio di denominazione.

Foto: Il candidato Renè De Picciotto allo stadio provinciale