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14/03/2020

Cdry Blue, 15 imprese per il recupero

La Nuova Sardegna

Bandita la gara d'appalto dagli armatori: i costi superano il milione il cargo a sant'antioco
SANT'ANTIOCOMentre l'attenzione di tutti è rivolta verso le preoccupanti notizie di attualità, lui è ancora dove è sempre stato negli ultimi mesi. I 108 metri di lunghezza, per una larghezza di 18 metri, e le circa 5.600 tonnellate di ferro e acciaio che equivalgono alla stazza lorda del cargo Cdry Blue non si sono spostate dalle scogliere della costa sud-ovest dell'isola di Sant'Antioco, nei pressi di Capo Sperone. Le operazioni di rimozione, che sarebbero dovute iniziare poco tempo dopo la tempesta che, il 21 dicembre dell'anno scorso, aveva trasformato il viaggio del cargo verso la Spagna e verso il porto di Alicante in un terribile incidente che avrebbe potuto provare un disastro ambientale sulle coste del Sulcis, erano slittate ad aprile e probabilmente potrebbero slittare ulteriormente per colpa dell'emergenza sanitaria che preoccupa a l'Europa e per colpa di un lavoro che si annuncia lungo e complicato. Mentre la Guardia costiera continua a monitorare le condizioni del relitto, da cui per fortuna non sono fuoriusciti materiali inquinanti, gli armatori del cargo hanno aperto le buste presentate, pare, da quindici imprese che hanno partecipato alla gara d'appalto privata e che quindi sarebbero pronte a liberare le coste di Sant'Antioco dal gigante di ferro e acciaio incagliato prima di Natale. L'alto numero di imprese disposte ad affrontare il delicato recupero potrebbe allungare i tempi a cui si dovrebbero sommare quelli necessari per gli studi delle normative ambientali e delle procedure da seguire durante le operazioni di recupero del cargo. Calcoli e indagini che andranno di pari passo con le valutazioni economiche necessarie per quantificare la spesa da sostenere durante il recupero che, ovviamente, avverrà sotto la supervisione della Guardia costiera. Le prime stime parlano di una spesa superiore al milione di euro.