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23/02/2021

Cattolica, stoppata la scuola al Macanno

QN - Il Resto del Carlino

Prima di procedere alla realizzazione della nuova scuola elementare al Macanno occorrerà sincerarsi che nell'area non siano presenti reperti o manufatti storici. E' quanto comunicato dalla Sovrintendenza di Ravenna al Comune di Cattolica, con una nota del 1° febbraio scorso nella quale viene richiesta l'attivazione della procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico nell'area compresa tra via Carlo Alberto Dalla Chiesa e via Amendola. L'amministrazione supporterà l'ente con l'escavazione delle trincee e l'assistenza archeologica. La notizia ha riacceso in città le polemiche sul trasferimento della scuola primaria Repubblica che nelle scorse settimane avevano compattato sotto un'unica bandiera forze politiche di opposizione e comitati di genitori e insegnanti. Massimiliano Gessaroli (Cattolica nel cuore) aveva presentato il 25 gennaio scorso un esposto rivolto proprio alla Sovrintendenza ravennate. «Emerge chiaramente - dice Gessaroli- che non vi era mai stata una interlocuzione con la Sopraintendenza prima del mio esposto. Nella risposta che mi è stata inviata dall'ente si specifica che l'area interessata dai lavori non ricade in area sottoposta a vincoli ministeriali o a tutela archeologica ai sensi degli attuali strumenti di pianificazione territoriale. Tuttavia vista la natura dell'opera e ravvisandosi un interesse archeologico dato dalla prossimità dell'area del Vgs la prosecuzione della progettazione dovrà tenere conto degli esiti della procedura di verifica preventiva. Emerge inoltre che gli uffici non avevano eseguito le procedure previste dall'art.25 del codice degli appalti e che ora dovranno eseguire prioritariamente». Sul tema è intervenuto anche Marco 'Marvo' Bochatay Magnani di Cattolica Futura. «Il Comune di Cattolica ha deciso di spostare la scuola Repubblica sotto il fungo prima di compiere le dovute verifiche sull'area in questione. Ora la Soprintendenza Archeologica chiede di attivare una verifica preventiva dell'interesse archeologico. Intanto, però, il Comune ha già speso circa 100mila per gli incarichi per la progettazione dell'edificio. Più che una questione di soldi pubblici, però, è una questione di metodo: la scelta è stata presa senza alcun confronto reale con la cittadinanza e le persone interessate ed è stata giustificata su basi fragilissime, tra l'altro in continua evoluzione: prima era l'autofinanziamento, poi la possibilità di fare la scuola su un unico piano (ma sarà sue due piani), poi la grandezza dell'area».