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29/08/2018

Castelli invasi da migliaia di immigrati

Il Tempo - Antonio Sbraga

Il dossier Nei sedici Comuni vivono stabilmente oltre trentamila stranieri Nel Lazio sono più di 600mila e l'82% è concentrato nella provincia romana Il nuovo bando Servirà per assegnare 1087 posti nella Capitale
• Castelli a tutto C.a.s. Sono 7 i "Centri d'accoglienza straordinaria" attivi nei Comuni a sud di Roma, con 712 richiedenti asilo ospitati tra Rocca di Papa (500), Marino (162) e Frascati (50). A loro vanno aggiunti i 50 migranti accolti nello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Velletri, la struttura gestita direttamente dal Comune, già progettata anche dalle limitrofe amministrazioni di Frascati (81 posti), Genzano (80) e Grottaferrata (74), che porterà a circa un migliaio il numero complessivo dei richiedenti asilo nei Castelli. Una "spedizione dei mille" che si aggiunge ai 29 mila e 180 cittadini stranieri che già vivono stabilmente nel comprensorio, dove si contano complessivamente 302 mila abitanti. Nei 16 Comuni castellani, secondo i dati Istat del gennaio scorso, risiedono 5047 cittadini stranieri a Velletri, 4216 a Marino, 4195 ad Albano, 1972 a Genzano, 1885 a Rocca di Papa, 1838 a Frascati, 1688 a Grottaferrata, 1683 ad Ariccia, 1532 a Montecompatri, 1278 a Lanuvio, 1021 a Rocca Priora, 888 a Lariano, 756 a Castel Gandolfo, 504 a Colonna, 467 a Monteporzio Catone e 210 a Nemi (i cittadini stranieri residenti nel Lazio ammontano a 662.927. Di questi, l'82% si concentra nella provincia romana). «L'attuazione del progetto Sprar, organizzato e gestito sotto la direzione dell'ente locale, è l'unico modo per evitare la collocazione a Grottaferrata di un Cas che, come sta avvenendo in altri comuni, porterebbe indiscriminatamente sul territorio profughi e migranti di fatto abbandonati a loro stessi, con tutti i rischi sociali che ne conseguono», spiega il sindaco, Luciano Andreotti. Nei 43 Comuni del Lazio che hanno già attivato gli Sprar (con 6809 ospiti, nei Cas sono 9824, di cui 4358 nei 78 della provincia romana) scatta infatti la cosiddetta "clausola di salvaguardia", che non consente l'apertura di nuovi Cas gestiti dai privati che si aggiudicano i posti assegnati dal bando della Prefettura. Palazzo Valentini finora è riuscito ad assegnare meno di un terzo degli 8199 posti letto ricercati (2626, pari al 32% del fabbisogno). E, come già accaduto lo scorso anno, in Prefettura sono stati costretti a «procedere, con urgenza, alla pubblicazione di un ulteriore bando di gara volto ad assicurare il servizio di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti asilo, ivi compresi quelli già ospitati presso strutture temporanee della provincia di Roma e che devono essere riallocati. Il fabbisogno complessivo è stimato in 5.573 posti, da intendersi aggiuntivo rispetto ai posti di accoglienza delle strutture individuate all'esito della precedente procedura di gara». La cui assegnazione, effettuata l'11 luglio scorso, ha riguardato solo 22 operatori per appena 2626 posti dei complessivi 8199 richiesti. Perché «le offerte di disponibilità di posti sono state inferiori alle effettive necessità». Ossia 1073 posti assegnati a 11 tra cooperative ed operatori delterzo settore della capitale e 1553 affidati ad altrettanti 11 assegnatari del resto dell'hinterland. Ora, con questo nuovo bando (il termine fissato per la presentazione delle offerte è il 5 settembre prossimo) restano da assegnare, per un importo previsto di 13 milioni e 886 mila euro, ben 1087 posti nella capitale. Perché, spiega la Prefettura, «si è inteso preservare da ogni incremento di ospiti Roma Capitale rispetto alle presenze di stranieri già attualmente accolti nel circuito di prima accoglienza. Pertanto appare opportuno cristallizzare nel bando il numero totale di posti per il lotto di Roma Capitale in misura pari agli attuali 2.160». E, per «la necessità di garantire l'equilibrata distribuzione dei richiedenti asilo su tutto il territorio provinciale», restano da assegnare 4486 posti nel resto dell'hinterland capitolino (previsto un importo di 57 milioni e 308 mila euro). Si tratta di 125 posti in più nei Centri d'accoglienza straordinaria (Cas) rispetto all'anno scorso. Ma non per tutti i 120 municipi della Città Metropolitana: «con esclusione dei Comuni di Anticoli Corrado, Ariccia, Castelnuovo di Porto, Roviano, Tolfa».