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04/10/2019

Castellano “Toti troppo statalista”

La Repubblica - Marco Preve

L'ospedale agli Erzelli
Dopo il flop del bando, andato deserto, per la realizzazione e la gestione del nuovo ospedale di Erzelli, parla Carlo Castellano, "padre" della cittadella tecnologica: «Toti è stato troppo statalista, come ● a pagina 7 si poteva credere di riuscire a realizzare un ospedale pubblico con soldi di imprenditori privati a queste condizioni? Il bando va modificato in fretta, altrimenti significa che non si vuole fare l'ospedale».
Avvertenza: questa intervista potrebbe essere destabilizzante.
Sentire pronunciare da uno dei principali imprenditori genovesi accuse di statalismo e di scarsa attenzione ai privati non nei confronti della sinistra radicale (ma esiste ancora?) ma nei confronti di uno dei paladini del liberismo come Giovanni Toti e degli alfieri dell'orgoglio delle partite iva come i leghisti liguri, beh, è davvero sorprendente.
Ma a questo corto circuito porta il flop del bando per l'ospedale degli Erzelli.
A Carlo Castellano, fondatore di Esaote e consigliere di Ght ma soprattutto unanimemente riconosciuto - dai sostenitori e dai critici - come l'artefice della cittadella tecnologica degli Erzelli, abbiamo chiesto perché nessuno vuole costruire questo benedetto ospedale del ponente.
Allora dottor Castellano, il suo sogno rischia di rimanere privo di un pezzo fondamentale? «Non drammatizzerei - risponde il membro del consiglio superiore della Banca d'Italia -. Anche perché io e molti altri addetti ai lavori, diciamo così, ci aspettavamo che questa proposta, così formulata nel bando, non sarebbe andata avanti». Si spieghi meglio.
«Come si poteva credere di riuscire a realizzare un ospedale pubblico con soldi di imprenditori privati? Se si pensava di mettere assieme in qualche modo pubblico e privato così fatta resta una strada impercorribile. E si è visto con la mancanza di qualsiasi offerta. O qualcuno dice che la Regione ha i 200 e passa milioni per fare l'ospedale e allora si tirano fuori e lo si costruisce subito oppure bisogna accettare che in Italia la sanità è portata avanti anche da strutture private e convenzionate e di alta qualità, come insegnano le esperienze lombarde e piemontesi e il bando deve essere quindi diverso». Alcune parti sociali, sindacati in primis temono una svendita ai privati.
«Ma no. Deve essere chiaro che il processo di concessione è saldamente nelle mani del pubblico, cioè della Regione che fisserà gli indirizzi del nuovo ospedale: le specialità, i settori di ricerca. Ci vuole coraggio ma neppure tanto, perché con questa scelta la sanità ligure farebbe dei passi avanti e ne guadagnerebbero sia i cittadini, che non sarebbero più costretti a migrare in Lombardia per le cure, sia la Regione che risparmierebbe i soldi oggi spesi per rimborsare le cure nelle altre regioni».
Ammetterà che la situazione è paradossale. Accusare la giunta di centro destra di un atteggiamento poco aperto nei confronti dei privati ha del surreale. Lei poi parla di un bando fatto da collaboratori di Toti ma pensa davvero che il presidente della Regione non ne sapesse nulla? «Sì mi rendo conto che tutto è un po' sorprendente....».
C'è sicuramente un marchio leghista su questo bando, non sarà mica il presidente di Alisa Walter Locatelli il misterioso "collaboratore" di Toti? «Guardi non voglio farne una questione di nomi. Credo che con un po' di coraggio nell'arco di tre mesi si possa fare un bando nuovo.
Se non si cambierà qualche passaggio del bando allora significherà che non esiste la volontà di realizzare l'ospedale»".
Aldilà dei proclami siamo in ritardo di almeno un anno rispetto al cronoprogramma definito nel 2018.
«Lo so ma alla Liguria serve questo ospedale e i privati sono interessati a realizzarlo». Però tra i possibili ostacoli del bando c'è anche l'obbligo di acquisto del terreno da parte della Regione alla sua Ght per 30 milioni. I privati preferirebbero comprarselo loro, magari riducendo la spesa.
»Sì è vero c'è anche questo aspetto da risolvere ma credo sia secondario rispetto ad altri più importanti fra i quali anche la possibilità di effettuare ricerca oltre alla durata della concessione di soli 25 anni e ad altri temi. Io mi auguro che questa amministrazione regionale sia un po' meno statalista, e si può essere anche statalisti di destra».

Foto: kErzelli qui dovrebbe sorgere il nuovo ospedale del ponente


Foto: kGiugno 2018 Toti e Bucci annunciano tempi che non saranno rispettati kLa spianata della collina degli Erzelli kCarlo Castellano fondatore di Esaote e consigliere di Ght, "padre" della cittadella tecnologica di Erzelli