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18/07/2020

Castel Romano, il gip: «Rischio per la salute nel campo nomadi»

Corriere della Sera - Valeria Costantini

L'inchiesta
Sequestrato l'insediamento sulla Pontina
Tra un'emergenza sanitaria sempre più grave e un disastro ambientale epicentro delle inchieste della procura intanto è scattato il sequestro per il campo nomadi più grande d'Europa.

Sessantacinquemila metri quadrati di area, quella di Castel Romano sulla via Pontina, ora circondata dai sigilli della polizia locale, come anche le aree vicine, trasformate in enormi discariche. Il tutto nei confini della zona vincolata di Decima Malafede. Un sequestro preventivo e impeditivo, nell'ambito dell'inchiesta del pm Antonio Clemente: il fascicolo, contro ignoti, è aperto per ambientali e rifiuto di atti di ufficio. Il gip Francesca Ciranna bacchetta infatti l'immobilismo istituzionale, parla di «pubblici ufficiali» che hanno omesso «l'adozione di provvedimenti realmente utili ed efficaci per il campo», così «le condizioni generali di tutta la zona sono diventate assai precarie». «Con pericolo per la salute e l'incolumità degli occupanti» si specifica. Lo scenario ritratto nel decreto di sequestro ripete quello già cristallizzato nei verbali di polizia locale e Asl. Le zone del Villaggio «sono completamente invase di rifiuti (anche pericolosi) di qualsiasi natura e tipologia», scrive il gip, lunga la lista degli orrori già noti, «carcasse di auto bruciate in stato di abbandono, carogne di topi rilevate in più punti del campo, cavi volanti di natura non determinata, costruzioni pericolanti», fogne e liquami in completo stato di abbandono, tanto che «buona parte della popolazione residente si approvvigiona di acqua tramite taniche riempite per mezzo di piccoli condotti di acqua liberi al suolo». Un disastro ambientale appunto il campo, già al centro delle polemiche politiche di fuoco nelle ultime settimane. Da un lato la Regione Lazio che ha intimato al Comune sgombero o bonifica (ultimatum già scaduto), dall'altro il Campidoglio che punta alla terza via dell'inclusione sociale prima delle ruspe. Il provvedimento del tribunale è stato eseguito dal gruppo Spe Tutela Ambientale, ma i sigilli non significano, ancora, lo sgombero per le circa 500 persone che abitano il Villaggio.


Uno strumento però che invece accelera la necessità delle opere di « custodia e bonifica» indicate dal gip e su cui vigileranno i vigili. Un compito che, come si legge dei cartelli di sequestro, resta nelle mani di Virginia Raggi. «Uno dopo l'altro supereremo i campi rom di Roma: - ha detto la sindaca - il sequestro consegna all'amministrazione nuovi strumenti giuridici e una maggior operatività nelle attività di controllo e sorveglianza dell'area, consentendoci di accelerare nelle azioni a tutela della salute pubblica». Quindi lo sgombero. A settembre i l primo step, con la messa in sicurezza dell'area F del campo, quella caratterizzata dalle condizioni più delicate, dove vivono molte delle famiglie con minori. Poi c'è il bando vinto a febbraio dall'Ati formata da Arci, Astrolabio e Speha Fresia che porterà al superamento del campo con il reperimento di nuovi alloggi e il trasferimento dei bisognosi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

La vicenda

Sono circa 550 le persone di diversa
etnia e origine che vivono
nel campo nomadi
di Castel Romano

Il «Villaggio della Solidarietà» sulla via Pontina
è stato sequestrato dopo
le indagini
di vigili e procura sui rischi ambientali dell'area


Foto:

Sigilli

Il sequestro è stato eseguito dal gruppo Spe della polizia locale (Foto Ansa)